Trentasette giorni senza alcuna notizia di Raffaele Russo, di suo figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, i tre napoletani scomparsi nella città di Tecalitlan, nel sud dello stato di Jalisco in Messico. Nonostante l’impegno formale dell’Italia e del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha assicurato al termine dell’incontro con gli avvocati della famiglia Russo che è pronta una task force dell’Interpol e già nei prossimi giorni potrebbe partire per il Messico e affiancare gli investigatori messicani per fare luce sulla sorte dei tre italiani, al momento non ci sono novità concrete.
Il procuratore dello stato di Jalisco, Raul Sanchez, ha invece chiarito che – al momento – non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle autorità italiane in merito all’arrivo di poliziotti per collaborare nelle indagini. “Se vengono sono i benvenuti – ha spiegato Raul Sanchez -. Noi stiamo lavorando e continueremo a farlo ma non ci sono per ora notizie concrete in merito ai tre napoletani scomparsi”.
I tre gestivano una vendita, pare non del tutto legale, di generatori elettrici e l’ipotesi maggiormente seguita dalle autorità messicane e che abbiano venduto prodotti falsi a persone sbagliate, appartenenti al Cartel Nueva Generaciòn de Jalisco.
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