Ultimo aggiornamento giovedì, 22 febbraio 2018 - 11:52

Con o senza Ghoulam dovrà essere Scudetto

Il Calcio del Ciuccio
10 febbraio 2018 12:46 Di Dario Curcio
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Faouzi Ghoulam si è rotto di nuovo. L’infortunio è diverso ma il ginocchio è lo stesso di quello operato circa tre mesi fa. Ci saremmo aspettati di udire parole di comprensione e, soprattutto, spiegazione per questa nuova sciagura sportiva che, in una fase decisiva della stagione, priva l’allenatore e la squadra della possibilità di rivedere in campo un calciatore il cui rientro era atteso come il pane per un affamato se non di più. Invece che ti fa la Società sportiva calcio Napoli? Come se nulla fosse, emette un asettico e ottimistico comunicato in cui sbandiera ai quattro venti – senza avere la minima cognizione di causa – il ritorno sui campi d’allenamento dell’esterno algerino già ad aprile.

Questo mentre, anticipati da altri colleghi, quelli che vantano o millantano – fate voi – fili diretti con l’ambiente azzurro o, per dirla alla Umberto Chiariello, lasciano credere di saperla più lunga degli altri come se dormissero sotto il letto di Aurelio De Laurentiis e Cristiano Giuntoli, ieri sera sollazzavano il popolo social con “autorevoli” post e cinguettii sull’orario d’ingresso certificato nella sala operatoria di Villa Stuart del povero calciatore napoletano (21 e non 20:30 o 20:45). Bah!

LISTA DEI TERZINI SINISTRI SVINCOLATI

Responsabilità del dottor Mariani che ha eseguito il precedente intervento chirurgico? Colpa dello staff medico azzurro nel recupero del calciatore dall’altro infortunio? Eccesso di zelo e buona volontà di Ghoulam stesso che per la troppa voglia di ritornare in campo avrebbe sovraccaricato il ginocchio non ancora pienamente recuperato? Macché: colpa dell’imponderabile e del destino cinico e baro, s’affrettavano a spiegarci ortopedici più o meno sconosciuti, interpellati su tv e in radio locali a ogni piè sospinto. Tutto questo per arrivare alla chiosa finale che, ove ciò che un’intera città, prima ancora che tutta una tifoseria, aspetta da un quarto di secolo, dovesse malauguratamente sfuggire per un punto o giù di lì, la stagione azzurra sarà stata comunque un successo e tutti vivranno felici e contenti per aver perso per il terzo anno di fila quella cosa lì che si poteva conquistare già nel primo anno di Maurizio Sarri a Napoli. Non ci provate neppure.

I napoletani hanno dato credito e fiducia a dirigenza, tecnico e calciatori – dimostrandolo con i sold out al San Paolo in campionato – per inseguire un sogno. Dovesse sfuggire per le responsabilità che oggi non ci interessa far emergere ma che appariranno lapalissiane a fine anno in caso di fallita conquista del tricolore, andranno male tutti: società, squadra, stampa, addetti ai lavori in generale. Senza scudetto l’entusiasmo sarà depressione, la fiducia sfiducia, l’illusione disillusione. Senza tricolore, l’anno prossimo, a Fuorigrotta si riempirà un solo settore: la tribuna stampa. A meno che, per pareggiare i mancati introiti da botteghino, il presidente non s’inventi, primo nella storia di questo sport, il biglietto o l’abbonamento in uno stadio per gli addetti ai lavori. Napoli primo a maggio senza se e senza ma. Conviene a tutti, credetemi.

Aurelio De Laurentiis

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