“Noi napoletani ci auguriamo che il Napoli possa vincere lo scudetto”. Stanno facendo discutere le parole di Giuseppe Pecoraro, capo della Procura della Figc, rilasciate durante la trasmissione “Sottovoce” condotta da Gigi Marzullo su Rai 1.
Il procuratore, originario di Palma Campania (comune distante 40 chilometri da Napoli), è finito nuovamente nel mirino dei tifosi della Juventus che lo avevano già duramente attaccato per l’inchiesta relativa ai rapporti, avallati dalla stessa dirigenza, tra la curva bianconera e alcuni esponenti della ‘ndrangheta. Adesso puntano il dito contro le parole “da tifoso” rilasciate da Pecoraro. “Per quale squadra faccio il tifo? Domenica la mia squadra del cuore è il Napoli, gli altri giorni tutte le squadre sono uguali”. Poi l’auspicio finale: “Noi napoletani ci auguriamo che il Napoli possa vincere lo scudetto quest’anno, come penso pure lei che è avellinese; ma lo deve meritare”.
C’è chi ha giudicato “stonate” le parole di Pecoraro. Altri hanno sottolineato la “cara vecchia questione d’opportunità”, evitando di sbandierare in tv certe cose. Noi in realtà vogliamo sottolineare la chiusura dell’augurio di Pecoraro. Quel “ma lo deve meritare” che separa di fatto il tifoso dall’uomo delle istituzioni. Dall’agosto del 2016 Pecoraro, ex prefetto di Roma, ha preso il posto di Stefano Palazzi (anch’egli nato a Napoli).
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