Scampia

“Siamo tutti Gaetano”, in 2mila in strada contro le baby gang: “E’ colpa dello Stato non di Gomorra”

Siamo tutti Gaetano“. In duemila al corteo organizzato per il 15enne aggredito a calci e pugni venerdì scorso all’esterno della stazione della metropolitana di Chiaiano, area a nord di Napoli. Tantissimi i ragazzi che si sono radunati questa mattina all’esterno della metro di Scampia e a piedi hanno raggiunto la stazione di Chiaiano, teatro della folle aggressione costata al 15enne l’asportazione della milza.

Oltre agli studenti, in strada erano presenti anche i residenti della zona che hanno invocato una maggiore presenza delle istituzioni. “Non è colpa di Gomorra, è colpa dello Stato” si legge su uno dei tanti striscioni preparati per il corteo. “Noi abbiamo paura di uscire la sera perché ci sono queste bande di giovani che agiscono indisturbate” osserva uno studente. “C’è bisogno di maggiore presenza delle forze dell’ordine” aggiunge un altro. Due ragazze sono stanche di “essere continuamente molestate quando scendono in giro per il quartiere”. C’è chi poi ricorda che episodi del genere “non accadono solo a Napoli ma anche in altre città”.

People participate in a demonstration against violence in Naples, southern Italy, 17 January 2018. Italian Interior Minister Marco Minniti chaired a security meeting at the Naples prefect’s office on 16 January following the recent escalation of attacks by gangs of youths in the Naples area. ANSA/ CESARE ABBATE

Al corteo hanno partecipato il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, il vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, e il presidente della Municipalità Apostolos Paipais. Striscioni di solidarietà anche per Arturo, il 17enne accoltellato a dicembre in via Foria che è tornato ieri a scuola dopo un lungo ricovero in ospedale.

Un’iniziativa che avrà fatto sicuramente piacere a Gaetano ma che, così come ribadito nei giorni scorsi – durante un forum a “Il Mattino “-  dal questore di Napoli Antonio De Iesu, da sola non basta. Oltre a una maggior presenza dello Stato, che non si giustifica solo con l’azione repressiva delle forze dell’ordine, occorre farsi avanti, denunciare, testimoniare, dare un senso concreto alle indagini svolte da polizia e carabinieri. “Più denunce e meno cortei” ha chiesto il questore di Napoli.

redazione

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