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Napoli, blitz contro gli estorsori del clan Vigilia: 6 arresti a Soccavo – I NOMI

Alle prime luci dell’alba la Squadra Mobile di Napoli, diretta dal primo dirigente Luigi Rinella, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice distrettuale per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di sei soggetti appartenenti a clan camorristico Vigilia operante nel quartiere Soccavo.

I sei sono ritenuti responsabili di un’azione estorsiva aggravata ai danni dei titolari di una ditta di panificazione. In manette sono finiti: Pasquale Vigilia, 30 anni, Cristian Monaco 25 anni, Luigi Testa 28 anni, Francesco Allegretti 42 anni, Antonio Divano 56 anni, Giuseppe Mazziotti 30 anni.

L’INCUBO DI UN PANIFICIO – Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno documentato più condotte estorsive poste in essere dal gruppo malavitoso facente capo a Pasquale Vigilia, perpetrate ai danni dei titolari di una ditta di panificazione del quartiere Soccavo. Da circa due anni le parti offese subivano continue vessazioni e tentativi di estorsione da parte del gruppo criminale, operante in zona Soccavo, culminati, dopo che gli imprenditori si erano rifiutati di consegnare l’ennesima tangente, nella minaccia di far esplodere i punti vendita aziendali.

DUE ANNI DI MINACCE – Dall’attività investigativa svolta è emerso che l’attività imprenditoriale suddetta, a far data dal settembre 2015 e fino al giugno 2017, veniva sottoposta a continui tartassamenti connotati da gravi minacce ed atteggiamenti di chiara metodologia camorristica. La vicenda ben si inquadra in un modello estorsivo “classico”, volto essenzialmente alla percezione di somme di denaro da parte delle vittime cadenzate nel tempo, secondo i canoni classici della criminalità organizzata.

La zona di insediamento dell’attività imprenditoriale vessata e quella di predominanza del gruppo criminale di riferimento sono sovrapponibili, tant’è che quasi tutti gli autori delle condotte vessatorie rientravano pienamente nella loro sfera di conoscenza. L’aver ceduto alla prima richiesta di “pizzo” nel settembre del 2015 pari a 1800 euro ha dato il via alle successive vessazioni, caratterizzate da continui atti intimidatori nei confronti delle parti offese avvenuti presso le loro abitazioni, per le strade del medesimo quartiere e nei loro punti vendita.

 

Ciro Cuozzo

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