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Napoli, bimba di 4 mesi abbandonata nella culla termica del Policlinico

Una bambina di 4 mesi, originaria dell’est Europa, è stata abbandonata nella culla termica dell’ospedale Policlinico Federico II di Napoli. L’episodio è avvenuto sabato 2 dicembre intorno alle ore 13.30.

La piccola, con sospetta sindrome di down, è stata soccorsa raccolta dalla culla termica “ninna ho” dal medico di guardia Letizia Capasso e visitata dai medici del reparto di Neonatologia. Le sue condizioni sono buone. Si tratta del secondo caso a Napoli avvenuto nel 2017. Lo scorso agosto, infatti, nella culla «ninna ho» del Policlinico federiciano è stato lasciato, dopo appena due settimane di vita, il piccolo Alessandro, tempestivamente curato dall’equipe medica del Policlinico.

LA CULLA TERMINA – La culla, la cui apertura è comandata da un pulsante, è collegata h24 a una telecamera che rimanda le immagini in un monitor situato nel reparto di Terapia intensiva neonatale. Nel momento in cui qualcuno la apre per lasciarvi un bimbo, in reparto scatta immediatamente un segnale d’allerta cui segue la partenza dell’ambulanza, con a bordo il neonatologo e la vigilatrice, che preleva il neonato abbandonato e lo trasporta presso la Terapia intensiva neonatale del DAI di Pediatria.

IL PROGETTO – “Ninna ho” della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e del Network KPMG in Italia, è il primo Progetto Nazionale nato nel 2008 contro l’abbandono neonatale, che ha ricevuto il Patrocinio del Ministero della Salute e della Società Italiana di Neonatologia (SIN). L’obiettivo di «ninna ho» è quello di diffondere, a tutte le donne, il messaggio contenuto nella vigente Normativa italiana (DPR 396/2000) che consente alle future mamme, italiane o straniere in grave difficoltà, di poter partorire in anonimato e sicurezza, per la propria salute e per quella del nascituro, presso tutte le strutture ospedaliere pubbliche, con assistenza sanitaria qualificata e senza essere giudicate. Inoltre, «ninna ho», attraverso l’installazione di culle termiche, posizionate in un luogo facilmente raggiungibile di alcuni ospedali, intende offrire un’alternativa alle madri che, per gravi motivi, arrivano alla dolorosa scelta di separarsi dal proprio bambino. In tal senso, le culle «ninna ho» rappresentano un aiuto per scongiurare gesti disperati, come l’abbandono in strada o nei cassonetti e salvare vite umane più deboli e indifese, come quelle dei neonati, proprio come avvenuto presso il Policlinico Federico II di Napoli.

redazione

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