L’ha persa lui ieri la partita con la Juve. E non per la formazione che ha schierato dal primo minuto. Nemmeno per le scelte fatte a gara in corso. L’ha persa perché non è stato in grado di gestire al meglio una rosa che, seppur inferiore a quella della Juventus, offre alternative valide in diversi ruoli.
Maurizio Sarri, il maestro di calcio che ha conquistato l’Italia e l’Europa, è stato imbrigliato da Massimiliano Allegri, uno che viene criticato sempre più spesso salvo poi fare accetta di titoli a fine stagione. Certo, allenare la Juve è molto più facile, ma quel che fa la differenza tra Sarri e Allegri è la capacità del secondo di sapersi adattare alle situazione, fare di necessità virtù, sfruttare tutta la rosa a sua disposizione.
Sarri questo non l’ha fatto, almeno fino ad ora. Basti pensare che Marek Hamsik, il capitano azzurro che oggi ha 30 anni, è sempre partito titolare nelle 22 gare ufficiali sin qui disputate (15 in campionati, 5 in Champions e 2 nei preliminari). Il centrocampista slovacco non sta disputando la sua migliore stagione e, nonostante la presenza in rosa di giocatori come Zielinski e Rog, non rifiata mai.
Stesso discorso per Lorenzo Insigne e José Maria Callejon. Ha giocato sempre, anche quando aveva dei problemini fisici la scorsa settimane. Giaccherini e Ounas non saranno certo la stessa cosa ma vanno tenuti in considerazioni nel computo di una stagione dove a fine anno potrebbero essere anche 60 le gare disputate.
Troppo integralismo, oltre ai due gravi infortuni di Milik e Ghoulam. C’è poi dell’altro che avremmo preferito non scrivere ma che, dopo quanto ascoltato nel post gara di ieri, diventa necessario riportare.
Sarri è innamorato, calcisticamente parlando, di Gonzalo Higuain. Il Pipita è un grande attaccante, di quelli che fanno la differenza, almeno in serie A. Negli ultimi due anni e mezzo ha deciso quasi sempre tutti i big match. Sia quando vestiva la maglia azzurra che, adesso, quella bianconera. E’ un attaccante completo che, se messo in condizione dai compagni di squadra, diventa sempre devastante.
Questo lo sappiamo bene anche noi napoletani. L’abbiamo osannato per tre stagioni, fino all’apoteosi contro il Frosinone, quando realizzò il record di marcature nella storia della serie A (36). Continuare ad osannarlo, però, non va bene. Sarri è l’allenatore del Napoli e le sue parole nel post gara non avranno fatto piacere ai tifosi.
Il tecnico toscano dicendo che “loro hanno 90 milioni in meno, ma 3 punti in più, perché hanno un fenomeno” ridimensiona e delegittima i suoi attaccanti. Sarà pure vero che Higuain è più decisivo di Mertens. Ma pensate cosa significa per il belga leggere o ascoltare dichiarazioni del genere del suo allenatore. Per la cronaca poi la Juve ha battuto il Napoli anche quando Gonzalo Higuain era l’attaccante di Sarri. Ricordate Zaza?
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