Tradizioni

DisavVentura Italia, ora il ct punta su Insigne e Jorginho, bocciati dai senatori

Lorenzo Insigne domani sera giocherà (anche se le notizie dell’ultim’ora dicono il contrario: giocherà Gabbiadini). A San Siro contro la Svezia, nella gara decisiva per la qualificazione della Nazionale azzurra per i prossimi Mondiali in Russia, l’attaccante del Napoli ci sarà. E con lui potrebbe giocare dal primo minuto anche l’altro partenopeo, Jorginho.

Dopo la disfatta di Stoccolma, Giampiero Ventura si affiderà (finalmente) al talento e alla tecnica dei due giocatori del Napoli. In ballo c’è un traguardo troppo importante e l’ex allenatore del Torino, dopo due anni sciagurati, dove è stato incapace di dare un’identità alla sua Nazionale, proverà negli ultimi 90 minuti a salvare la faccia e ribaltare, scusate il gioco di parole, la sventura dell’ultimo biennio.

Biennio iniziato malissimo. Dopo gli Europei, con la bella e compatta formazione di Conte eliminata ai Quarti i calci di rigore dalla Germania, Ventura decise di ripartire senza Lorenzo Insigne. “Non va bene per il mio modulo, il 4-2-4, chiosò saccente il commissario tecnico. Passarono appena pochi mesi e, a suon di ottime prestazione condite da gol e assist, il 26enne di Frattamaggiore fece subito cambiargli idea.

La stessa querelle è andata poi avanti con Jorginho. Ventura ha negato l’evidenza fino a quando dal Brasile, qualche settimana fa, qualcuno ha sussurrato che l’ex Verona sarebbe stato presto convocato. Così dalla Figc qualcuno avrà avuto (finalmente) la brillante idea di suggerire (o magari imporre) al ct l’inserimento di Jorginho nel blocco azzurro.

Ventura in questi due anni ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza alla guida dell’Italia. Quel che però sconcerta di più è quanto sarebbe accaduto prima della sfida clamorosamente persa contro la Svezia. Ventura sarebbe stato infatti commissariato dal blocco dei senatori della Nazionale, capeggiata dai bianconeri (Buffon, Chiellini, Barzagli), dall’ex Bonucci e dal giallorosso De Rossi.

Sarebbero stati loro a “consigliare” al modesto ct di puntare su un prudente 3-5-2, cercando innanzitutto di non prendere gol.. “Tanto uno primo o poi lo facciamo”. Un modulo che ha difatti tagliato le gambe al talento e al giocatore più in forma del momento (Insigne). Modulo che ha visto De Rossi in una cabina di regia senza idea, impegnata più a provocare e a giocare sporco. Un modulo che ha visto il blocco bianconero (l’ex Bonucci compreso) cadere alle provocazioni svedesi, perdendo quasi tutti i duelli fisici e sulle seconde palle.

Una sfida fisica dove l’Italia però ha giocato senza “cazzimma”, convinta di riuscire a tornare a casa con un risultato positivo. Invece questo non è avvenuto. Nonostante il talento che si ha in rosa, siamo costretti a veder giocare Marco Verratti mezzala, un ruolo atipico per un giocatore dai piedi sopraffini. Siamo costretti a non veder giocare Alessandro Florenzi, un autentico jolly in mezzo al campo. Siamo costretti a veder giocare due attaccanti che nei rispettivi club segnano gol a grappoli ma in Nazionale sono poco assistiti dai compagni e faticano ancora a trovare la giusta intesa. Siamo costretti a veder giocare ancora il blocco difensivo della Juve che, salvo qualche eccezione, non è più così impermeabile.

Insomma, l’allenatore è stato commissariato alla vigilia della gara più importante. I senatori hanno pensato più alla zuffa che a giocare a calcio. Quando poi è arrivato il momento dei cambi Ventura ha stupito, ovviamente in negativo. Eder è entrato tardi, Insigne ad appena un quarto d’ora dalla fine in un ruolo atipico: mezzala al posto di Verratti.

A San Siro sarà diverso. Almeno si spera. Poi dopo però qualche testa dovrà pur saltare.

Ciro Cuozzo

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