E’ morto dopo esser ritornato a Napoli, sei mesi di lavoro come chef in una nave da crociera prima di poter riabbracciare la moglie e i figli, poi la tragedia. Tutto è iniziato con forti dolori allo stomaco, poi l’odissea in tre ospedali della città e infine il decesso. Sul caso la Procura di Napoli, dopo la denuncia della famiglia della vittima, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per ora contro ignoti.
Giuseppe Poetini, 49 anni di Torre del Greco, lascia la moglie Luigia e due figli di 17 e 14 anni. Dopo aver passato una settimana infernale in giro tra l’ospedale Maresca di Torre del Greco, l’Ascalesi e il Cardarelli, lo chef muore in quest’ultimo lo scorso domenica 5 novembre mentre attende sulla barella del pronto soccorso di esser sottoposto all’esame di gastroscopia.
Il Mattino riporta la ricostruzione dell’avvocato della famiglia Poetini, Antonella Sindona, che ha ricostruito l’intera vicenda:
“Poetini, dopo il malore, si sottopone a esami clinici dai quali emerge che ha valori di emoglobina troppo bassi. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre i familiari, preoccupati, lo portano all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Qui i medici sottopongono il paziente a gastroscopia, diagnosticando un’ulcera duodenale. La situazione è giudicata grave, perché Poetini ha anche perdite di sangue: così si stabilisce di trasferirlo in una struttura che disponga di un reparto rianimazione, che nel Maresca non c’è”.
“Dopo una serie di telefonate – prosegue l’avvocato della famiglia – arriva la notizia che c’è. possibilità di ricoverarlo nella rianimazione dell’Ascalesi. Tre giorni dopo, domenica 5 novembre, lo stato di Poetini è di nuovo critico. I valori dell’emoglobina tornano a un livello basso. I medici decidono di fare una nuova gastroscopia, ma c’è un problema: il sabato e la domenica il reparto di gastroenterologia dell’Ascalesi non è in funzione”.
Al Cardarelli è la stessa vittima a rispondere alle domande in accettazione mostrando di essere ancora lucida, è durante l’attesa della gastroscopia in pronto soccorso però che la situazione degenera fino alla tragedia.
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