Inizia oggi la prima udienza del processo d’Appello che vede imputato Paolo Pietropaolo, il 41enne condannato in primo grado – con rito abbreviato – a 18 anni di reclusione per tentato omicidio, stalking e procurato aborto. Il 1 febbraio del 2016 a Pozzuoli, comune in provincia di Napoli, prima strangolò poi bruciò viva la sua ex compagna, Carla Caiazzo, 40 anni, all’ottavo mese di gravidanza. La donna venne operata d’urgenza all’ospedale Cardarelli diede alla luce (alla 34esima settimana di gravidanza) Giulia Pia grazie a un vero e proprio miracolo dei medici, che fecero partorire Carla nonostante le gravi ustioni riportate.
Pietropaolo è stato condannato a un risarcimento danni, nei confronti dell’ex compagna e della bambina, pari a 300 mila euro. Altri 25mila euro invece all’associazione «La Forza delle donne» che si è costituita parte civile. L’uomo è stato anche intedetto dai pubblici uffici e gli è stata sospesa la potestà genitoriale.
“La cosa che non riesco a togliermi dalla testa – ha raccontato ai magistrati Carla nei mesi scorsi – è il suo sorriso sia prima che dopo l’aggressione. Vorrei chiedergli il perché? La mia vita ora va avanti solo grazie a mia figlia. Lo faccio per lei”. “Quel giorno – continua Carla – lui era calmissimo, era dolce. Addirittura mi mostrò i vestiti che aveva regalato alla figlia”.
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