Tradizioni

Luciano Moggi e le escort per gli arbitri: i fatti prima di “Calciopoli”

Non può esser revocato in dubbio un piano di assistenza femminile degli illustri ospiti, nè che la scelta di connotare l’ospitalità con presenze femminili sia riferibile al Moggi. Ne consegue un severo giudizio sulla lealtà dei dirigenti che resero più ameno il soggiorno degli arbitri con l’ingaggio di avvenenti signore addette al dopo cena. La lesione degli interessi sportivi e la frustrazione delle regole del calcio si stagliano in modo anche troppo evidente“, sono le parole del Gup del Tribunale di Torino, Piera Caprioglio riportate all’interno del decreto di archiviazione del 24 ottobre 1995.

Si tratta di una vicenda che risale a qualche anno prima di “Calciopoli“, inchiesta che ha provocato un terremoto all’interno del calcio italiano nel 2006. Esattamente dieci anni dopo le parole del giudice Caprioglio, la Procura di Napoli e Torino hanno condotto due indagini, rispettivamente una sul calcioscommesse e l’altra su un giro di tangenti che ha coinvolto dirigenti di club e arbitri.

La coppia indimenticata e protagonista dei fatti era composta da Luciano Moggi e Antonio Giraudo, massimi dirigenti della Juventus di allora. In un articolo dell’Espresso firmato da Marco Travaglio nel 2010, è stata ricostruita attraverso le intercettazioni, una storia in cui Moggi e il Ds Luigi Pavarese avrebbero procurato escort ad alcuni arbitri.

Siamo alla fine degli anni ’90, Luciano Moggi, era Ds del Torino squadra di cui Gianmauro Borsano era Presidente. Nel diario del ragionier Giovanni Matta, ex contabile del club, i pm hanno letto: “Ieri s’è presentata Adriana R., faccia, fisico e abbigliamento di puttana di alta classe: voleva 6.300.000 per le prestazioni amorose sue (?) e di colleghe per gli arbitri Aek Atene“. Matta ha rivelato: “Era Moggi a combinare questi incontri, insieme al factotum Gigi Pavarese“. Borsano conferma: “Delle prostitute si occupava Moggi“. Adriana (la squillo arbitrale), Vittoria e Marina (addette ai guardalinee) hanno raccontato: “Nella hall dell’albergo ci davano le chiavi delle stanze degli arbitri. Noi salivamo durante la partita e li attendevamo lì“.

redazione

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