L’indagine per far luce sulla tragedia avvenuta all’interno della Solfatara, in cui ha perso la vita quasi un’intera famiglia di Meolo, punta ad analizzare il protocollo di sicurezza del luogo, che è privato ma aperto al pubblico, le disposizioni che sono imposte a chi gestisce il sito vulcanico e i controlli che dovrebbero essere seguiti dagli enti locali come il comune di Pozzuoli.
Sono questi gli elementi da cui parte l’inchiesta seguita dai pm Anna Frasca e Giuliana Giuliano, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio. Obiettivo è chiarire cosa sia accaduto e perché tre persone hanno perso la vita mentre stavano facendo una gita all’interno della Solfatara. Sarà svolta anche una perizia su quei terreni per comprendere quella voragine da quanto tempo si fosse aperta e se fosse stato segnalato il pericolo.
Intanto al vaglio degli inquirenti c’è anche una testimonianza di una signora, il cui balcone affaccia sul sito vulcanico, che dice di aver visto un bambino, Lorenzo, sprofondare in un’area che non era recintata. E’ stato ascoltato anche il bambino di 7 anni, unico sopravvissuto a quella tragedia, che ha raccontato che suo fratello si era allontanato per scattare delle foto. Questi e altri elementi saranno analizzati per chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
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