Tragedia della Solfatara, il dolore dei familiari delle vittime: “Come potremo mai dimenticarvi?”

Una morte atroce e inaspettata. Quando si è in vacanza la mente è sgombera, non ci sono pensieri che incombono o stress pronto a generare ansie. Tuttavia le disgrazie possono esserci dietro l’angolo, e così è stato per Massimiliano Carrer, 45 anni, Tiziana Zaramella, 42 anni e il piccolo Lorenzo di 11 anni.

Tutti e tre sono morti perché caduti in una buca nella Solfatara, uno dei luoghi dal fascino storico e scientifico più alti del mondo. Questa volta, i luoghi di pregio dell’area flegrea hanno provocato soltanto dolore, e non per gli allarmismi dovuti all’eruzione della nota caldara.

Infatti, Lorenzo avrebbe scavalcato una staccionata che delimitava un’area interdetta al passaggio pedonale. I genitori per seguirlo e provare a riportarlo indietro sono sprofondati in un piccolo cratere generato nel sottosuolo da una frana. La famiglia è stata spezzata dal calore, la caduta e le inalazioni.

Francesca Bianco, direttore dell’Osservatorio Vesuviano ha affermato che la debolezza del terreno potrebbe essere stata amplificata dalle forti piogge che si sono abbattute su Napoli in questi giorni. Purtroppo i soccorsi non hanno potuto fare nulla per evitare il peggio. Intanto la magistratura è pronta ad aprire un’indagine per accertare dinamica e dovute responsabilità. Ulteriori chiarimenti saranno forniti dall’autopsia dei cadaveri delle vittime.

Intanto dilagano sul web i messaggi di solidarietà ed affetto nei confronti delle vittime e della loro famiglia, soprattutto verso il piccolo Alessio il figlio più piccolo sopravvissuto all fatale caduta solo perché non si è avvicinato anche lui al punto nevralgico dove sono cascati i genitori e il fratellino. “Siamo sconvolti. Tiziana lavorava con noi dal 2014. Era una persona molto pacata, con una sensibilità eccezionale. Sempre pronta a dare una mano a un collega. Quando parlava, poi, faceva ridere tutti con le storie dei suoi bambini, il suo argomento preferito“, ha dichiarato una collega di lavoro della donna.

Abbiamo il cuore spezzato e colpo di lacrime. Lorenzo era un bambino d’oro il pensiero di non rivederlo ci distrugge. Così come il pensiero di Alessio rimasto solo“, queste, invece, le parole dei vicini di casa.

redazione

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