Per due anni ha picchiato e molestato in più occasioni la moglie “colpevole”, dopo quattro figlie femmine, di non essere riuscita a dargli un degno erede.
Diversi e inquietanti gli episodi registrati tra il 2014 e il 2016. L’algerino ha tentato in un’occasione di investire la moglie, in un’altra l’ha colpita con un coltello procurandole un taglio all’avambraccio. Altro episodio: con un tizzone di legno ardente preso dal camino ha tentato di ustionarle il viso. Violenza che avvenivano davanti agli occhi impietriti delle figliolette.
Ma l’apice è stato raggiunto nell’aprile del 2016 quando l’uomo, dopo averle sottratto nei mesi precedenti i documenti per impedirle di allontanarsi e tornare in patria, obbligò la moglie ad avere diversi rapporti sessuali dietro una esplicita minaccia. “Se rifiuti faccio esplodere la casa” le ripeteva dopo aver anche reciso il tubo del gas della stufa. Comportamenti inumani che spinsero la donna a trovare il coraggio di denunciare tutto e mettere la parola fine a questa atroce vicenda.
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