Scampia

Omicidio Ruggiero, le parole di Heven incastrano Ciro: “L’ho lasciato il giorno prima”

Una scatola piena di ricordi, con tutta la collezione di cd di Laura Pausini, trovata sotto al letto nei giorni successivi all’allontanamento (simulato) di Vincenzo Ruggiero. E’ stata questa particolare scoperta a insospettire per la prima volta Mikolaj Krawczyk, l’ex ragazzo polacco ora transessuale chiamato da tutti Heven Grimaldi.

Nei due lunghi verbali dettati ai carabinieri di Aversa, di cui Il Mattino pubblica qualche stralcio, Heven ripercorre i giorni della scomparsa di Vincenzo Ruggiero, il 25enne attivista gay ucciso e fatto a pezzi da Ciro Guarente, 35 anni, ex militare (e poi dipendente) della Marina Militare. Quest’ultimo aveva pianificato tutto. Voleva far credere alla sua Heven che Vincenzo si fosse allontanato volontariamente, tanto da utilizzare le valigie del ragazzo di Parete (Caserta) dove è stato trasportato materialmente il corpo tagliato a pezzi.

Heven quel maledetto 7 luglio era a Bari per lavoro. Al suo rientro, il giorno successivo, si è subito reso conto che qualcosa non andava. Queste le sue parole ai carabinieri:

“Il sei luglio ci lasciammo. Ciro lamentava il fatto che io e Vincenzo dormissimo nella stessa stanza da letto ogni notte. Così, il giorno prima della scomparsa di Vincenzo si concluse la mia storia sentimentale durata 7 anni con Ciro proprio perché in casa mia c’era un altro uomo, Vincenzo Ruggiero. Quando però qualche giorno dopo, nel sistemare i miei abiti nel cassettone, vidi sotto il letto della camera una scatola di proprietà di Vincenzo, in cui custodiva i suoi ricordi più cari gelosamente, con tutta la collezione dei cd di Laura Pausini, molto importante per lui, iniziai a dubitare di un allontanamento volontario e a sospettare di Ciro”

Parole che svelerebbero agli investigatori il movente di un delitto così efferato avvenuto la notte del 7 luglio. Vincenzo fu prima ucciso a colpi d’arma da fuoco, poi tagliato a pezzi e portato in un garage di Ponticelli, quartiere natale di Ciro. La procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco, continua a portare avanti le indagini (ci sarebbero altri due indagati) ma potrebbe fare i conti con una decisione a sorpresa dell’assassino reo confesso e del suo legale.

Ciro infatti potrebbe «giocarsi» la carta dell’infermità mentale ed evitare condanne pesanti in caso di processo. C’è, infatti – come spiega Il Mattino – un verbale della commissione ospedaliera della Marina Militare che certifica il suo spostamento dal settore militare a quello civile con una motivazione chiara: “l paziente Guarente risulta affetto da stress ansioso depressivo tale da individuare un disadattamento alla Forza Armata”.

redazione

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