Tradizioni

De Laurentiis, Raiola, Peter Griffin e nessun acquisto dopo il preliminare

Premessa doverosa: ci auguriamo di sbagliarci. Magari nelle ultime 24 ore di calciomercato il Napoli piazza un colpo e smentisce tutto quello che ora leggerete (ma ricordatevi sempre le centinaia di pagine di un contratto con la SSCN).

Dopo Ounas e Mario Rui (sulle cui condizioni fisiche c’è da essere un tantino scettici), Aurelio De Laurentiis si appresta a chiudere questa sessione estiva di mercato senza ulteriori sussulti. Cristiano Giuntoli in queste ultime ore sta provando a piazzare gli esuberi (Zapata, Strinic e Tonelli su tutti) presenti nella rosa di Maurizio Sarri. Di possibili arrivi non se ne parla.

Lo stesso presidente, intervistato sia da SkySport che de Mediaset Premium, non si è particolarmente soffermato su eventuali acquisti dell’ultim’ora. Si è soffermato invece su tanti argomenti salvo però glissare alle poco insidiose domande che gli sono state poste sul mercato in entrata di questa stagione (non della prossima).

ADL ha parlato di Reina e della fermezza della società azzurra nel rifiutare 5 miseri milioni di euro offerti da un oculato Psg (il dubbio resta: davvero lo sceicco voleva il portiere spagnolo?). Ha parlato della bravura di Sarri, del Var, del fair play finanziario, del cartone animato Mino Raiola e della possibilità dell’ex pizzaiolo di portare via Insigne da Napoli (“con Hamsik ha già fallito”).

Ha poi parlato del possibile addio di Duvan Zapata, cercato in Italia (Samp e Sassuolo), in Inghilterra, in Germania e in Russia, non escludendo tuttavia l’ipotesi di permanenza a Castel Volturno (il Napoli continua a chiedere almeno 20 milioni per il colombiano). Ha glissato su Berardi limitandosi a uno scontato “mi è sempre piaciuto”. Ha affrontato l’argomento relativo al post Reina ricordando che lo spagnolo ha “36 anni, bisogna iniziare a pensare a qualcuno che possa rimpiazzarlo”.

Quel qualcuno potrebbe essere l’argentino Geronimo Rulli sul quale in Napoli sta lavorando con Real Sociedad e Manchester City per ingaggiarlo la prossima estate. Così come lo sta facendo per Berardi e lo avrebbe fatto nelle settimane passate per Federico Chiesa della Fiorentina.

Insomma il Napoli sta bruciando le tappe, seminando già per la prossima estate, dimenticando però che l’anno chiave è questo appena iniziato. L’anno in cui Sarri (che tra 10 mesi avrà una clausola d’uscita di 8 milioni di euro) può raccogliere i frutti del suo bel gioco approfittando di un impianto di squadra solido e ben collaudato in un campionato che si preannuncia maggiormente equilibrato grazie alle milanesi e a una Juve per molti indebolita, ma in realtà reduce da una campagna acquisti che offrirà a un allenatore che ama sperimentare come Allegri, una squadra dalle molteplici soluzioni.

L’anno dove Callejon, Hamsik, Albiol, Mertens e Reina possono ancora dire tanto. L’anno dove Insigne è un giocatore del Napoli in attesa di chiudere (o meno) con il re dei procuratori, che assomiglia (questo lo dice la rete, non ADL) a Peter Griffin, pronto a lavorare all’addio del “Magnifico” di Frattamaggiore (probabilmente non avrà mai visto in passato “Holly e Benji” per il cinismo che si ritrova).

In conclusione al Napoli non mancano solo i top player, come sostiene Arrigo Sacchi. Manca ancora qualche ricambio giusto (terzino destro su tutti) che possa mettere Sarri in condizione di fare quello che ha iniziato a fare in queste prime gare ufficiali con i sei centrocampisti che si si ritrova.

Dopo il preliminare di Champions superato, che porterà nelle casse azzurre almeno 30 milioni di euro, sarebbe lecito attendersi rinforzi intelligenti e non per forza di cose costosi. Tra 24 ore ci auguriamo di esserci sbagliati.

Ciro Cuozzo

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