Scampia

Vigili del Fuoco lasciati a piedi dopo il duro lavoro a Ischia

I vigili del fuoco intervenuti dopo il terremoto che ha significamente colpito l’Isola di Ischia hanno lavorato senza sosta per ben 36 ore di fila pur di salvare le persone sotto le macerie, in particolare i fratellini campani. Dopo un lungo turno, una volta giunti al traghetto per tornare a Napoli, sono stati declinati poiché sprovvisti di biglietto.

Riportiamo una lettera scritta al Ministro dell’Interno Marco Minniti e al segretario generale Confsal dei Vigli del Fuoco Gianpiero Bocci da parte del segretario nazionale Confsal dei Vigili del Fuoco Franco Giancarlo: “Abbiamo appreso dell’incredibile disavventura accaduta ad una squadra di vigili del fuoco del Comando provinciale di Roma, intervenuta nella prima fase del terremoto di Ischia lo scorso 21 di agosto. La squadra in questione, terminato l’intervento dopo aver lavorato ininterrottamente per 36 ore senza sosta per salvare i tre fratellini campani, estratti vivi dalle macerie di una delle tante case sbriciolate, il giorno 23 non ha potuto fare rientro a Napoli perché non avevano il biglietto per il traghetto. Dalle 8,30 del 23 agosto, solo alle 14,30 gli è stato consentito di salire sul traghetto. Signor ministro, non è immaginabile che il muro di una ottusa burocrazia ostacoli attività emergenziali o blocchi il rientro del personale intervenuto durante eventi calamitosi”.

Simile grave circostanza, rammentiamo, si era già vericata nel passato per i colleghi di Reggio Calabria a cui, intervenuti per un emergenza in Sicilia, non gli era stato consentito l’accesso al traghetto per raggiungere i luoghi dell’intervento sull’isola e, ugualmente, ai colleghi di Latina per raggiungere il distaccamento di Ponza. Al riguardo le richiediamo, con ogni urgenza, che venga emanata una specica direttiva legislativa che raggiunga tutti i presidenti delle Regioni afnchè tali fatti incresciosi non abbiano più a vericarsi, non dimenticando, tra l’altro, che il personale di rientro da una fase emergenziale riprende la propria attività lavorativa nel dispositivo di soccorso ordinario che ha, come ovvio, l’indispensabile scopo di assicurare l’irrinunciabile sicurezza dei cittadini” conclude Giancarlo.

Valentina Giungati

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