Mario D’Aniello è morto giovedì scorso alla Stazione Centrale di Napoli. L’uomo aspettava un amico al binario quando improvvisamente si è accasciato a terra e ha iniziato a vomitare sangue. I presenti hanno subito avvisato i vigilanti e chiamato l’ambulanza del 118, erano le ore 21.02, ma al’autoambulanza è arrivata solo mezz’ora dopo, alle 21.30.
Nulla da fare per l’uomo di 42 anni che è morto in stazione in attesa dei soccorsi palesatisi 11 minuti più tardi di quanto stabiliscono le regole dell’Agenas. Mario aveva una malattia genetica, ma probabilmente la presenza di un defibrillatore in stazione o di un soccorso immediato avrebbero potuto far andare diversamente le sorti.
Il pm Stefania Buda del Tribunale di Napoli stabilirà le cause e la dinamica della morte della vittima. Secondo una prima ricostruzione l’uomo sarebbe deceduto a causa di un’emorragia diffusa, evento che può capitare a chi soffre di questa malattia genetica e che si risolve solo con l’inserimento di un palloncino nello stomaco, da parte dei sanitari, che comprime i vasi.
Fonte: Il Mattino.it
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