E’ stato identificato il presunto complice di Ciro Guarente, il 35enne ex militare autore dell’efferato omicidio di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay di 25 anni ucciso e sezionato a inizio luglio per gelosia. Gli investigatori sono riusciti a risalire a chi ha aiutato il dipendente della Marina Militare, originario di San Giorgio a Cremano, ma residente a Gigliano, analizzando il cellulare proprio di quest’ultimo. La sua posizione è al vaglio degli investigatori che sta decidendo se emettere nei suoi confronti un decreto di fermo.
Passano altre tre ore e alle 21 la telecamera dello studio di geometri posizionata di fronte l’appartamento riprende Ciro Guarente che esce con delle valigie. Il suo smartphone aggancia le celle del Litorale Domitio dove probabilmente si è disfatto degli effetti personali di Vincenzo così da far credere ad un allontanamento volontario. Poi ritorna dopo ore nell’appartamento di Aversa e nel frattempo mantiene i contatti telefonici e attraverso sms con il suo presunto complice. Esce poi di casa verso le 4 del mattino con un grosso sacco in mano. All’interno c’è sicuramente il corpo mutilato del giovane commesso. Ciro si dirige a Ponticelli, così come confermato dal suo cellulare e dove prova a far sparire nel garage noleggiato per 50 euro il corpo di Vincenzo.
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