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Fake news, il Sun ci ripensa e toglie Napoli dalle città più pericolose al mondo

Da città più pericolosa del mondo, insieme ad altre dieci, a città fantasma, almeno nella mappa del Sun. Dopo le polemiche, l’intervento dell’ambasciata italiana a Londra, le parole del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e diversi articoli di quotidiani, anche stranieri (vedi l’Indipendent), il tabloid inglese fa marcia indietro e fa scomparire la città partenopea dalla mappa dei luoghi più pericolosi al mondo pubblicata lo scorso 11 luglio.

Una figuraccia quella del Sun, giornale di proprietà del magnate Rupert Murdoch, che ha scatenato sui social commenti negativi da tutto il mondo. Addirittura l’articolo è stato bollato da molti utenti come “fake news” tanto da spingere la redazione del giornale a escludere dalla mappa la città di Napoli, dove, è giusto ribadirlo, la criminalità c’è ed è diffusa come in tantissime altre città dell’Europa occidentale, ma generalizzare è fin troppo facile e superficiale, soprattutto per chi dovrebbe fare informazione.

Nella classifica del Sun, Napoli era la città più pericolosa dell’intera Europa Occidentale e veniva messa sullo stesso piano di Caracas, San Pedro Sula, St Louis, Kiev, Gozny, Raqqa, Mogadishu, Karachi, Manila e Perth. Nell’articolo Napoli così veniva definita:

“La città italiana è famosa in tutto il mondo per i suoi legami con la criminalità organizzata. I colpi della mafia a Napoli sono più frequenti che altrove nella casa del più antico sindacato dell’Italia, La camorra. La camorra è diversa dagli altri famosi clan della mafia, Cosa Nostra in Sicilia e la ‘Ndrangheta della Calabria, non essendo un’organizzazione gerarchica. Il gruppo di Napoli è più una collezione di bande connesse, conosciute come O’sistema. I rivali all’interno del sistema spesso si scontrano con l’esercizio del traffico di stupefacenti nella città in cui la camorra fanno la maggior parte dei loro soldi. Una recente incursione di violenza nella città è stata posta alle mani di alcune delle “bande di bambini” del clan, composta da equipaggi di ragazzi fino ai dodici anni. I ruoli di queste bande sono quello di mantenere le divisioni del territorio “possedute” dai capi più anziani. Tragicamente queste bande hanno una grande piscina di giovani che trascinano una vita di criminalità a causa della grande disoccupazione giovanile. I giovani vedono la Camorra come un cammino verso le ricchezze, ma questo cammino è regolarmente disseminato di corpi e di incarcerazione. La città ha una reputazione negativa in Italia, la frase italiana per “andare all’inferno” è ‘va a Napoli’”.

redazione

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