Non è bastata la violenza sessuale subita a Marechiaro, sullo Scoglione, si sono aggiunti anche gli insulti e le minacce social. Dopo aver trovato il coraggio di denunciare tutto ed individuare i suoi aggressori, la vittima è andata a spulciare i profili degli amici dei tre colpevoli e ha trovato post molto “cattivi” scritti nei suoi confronti.
Ha deciso di ribellarsi nuovamente e dopo aver saputo che i carabinieri avevano notificato ai tre minorenni un avviso di garanzia, ha voluto rispondere alle ingiurie virtuali scrivendo un post, reso pubblico proprio con l’intenzione di sollecitare una discussione. Qualcuno l’ha accusata di aver finto, qualcun altro di esserci stata e poi aver deciso di tirarsi indietro, in molti la offendono semplicemente e allora la 15enne scrive: “Siete ridicoli, ma nel vero senso della parola. Io non vi auguro assolutamente quello che è successo a me, però almeno non rideteci sopra, perché così facendo la ruota gira“. Una donna amica dei tre indagati scrive offese sulla bacheca e poi altri su aggiungono con frasi scritte in napoletano, così come si pronunciano, insomma una vergognosa ignoranza traspare nettamente: “Ma come, prima fai e poi ti tiri indietro?“; “Io se devo fare sesso non vado a chiamare ’e guardie“; “Ti picchio, ti ammazzo“.
Sulla vicenda sono intervenuti anche Gianni Simioli de La Radiazza e il consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che hanno scritto: “Facciamo in modo di non ripetere con la ragazza che ha denunciato di essere stata violentata sugli scogli di Marechiaro gli stessi errori commessi con la ragazza violentata a Pimonte che è stata costretta a scappare in Germania con la sua famiglia perché non resisteva più ai commenti e alle voci messe in giro contro di lei dai suoi concittadini già circolano commenti vergognosi su Facebook in cui si dice che s’è inventata tutto o che se l’è andata a cercare e cose del genere“. Borrelli poi aggiunge: “La polizia postale intervenga subito per frenare questa che si preannuncia una gogna mediatica tesa a difendere gli accusati che, a quanto pare, sarebbero rampolli di famiglie posillipine. È vero che bisogna aspettare l’esito delle indagini in corso e le sentenze della magistratura, ma, nel frattempo, non si può prendere di mira con offese squallide quella che, al momento, è la vittima di questa brutta vicenda“.
Fonte: Corrieredelmezzogiorno.it
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