Tradizioni

Storia di un tifoso a Dimaro: “Tifo sempre per la maglia, a prescindere dalla società”

Vincenzo è napoletano, di Secondigliano nello specifico, ma vive a Modena da anni con la sua famiglia per ragioni di lavoro, “Seguo sempre il Napoli. È dalla fine degli anni ’70 che da piccolino ho iniziato a frequentare il San Paolo, da allora, non ho più smesso“.

Un amore viscerale, una passione senza fine, “Io ho il sangue e la fede azzurra. Nonostante la distanza ogni domenica sono allo stadio a Fuorigrotta e alle volte faccio anche le trasferte“. Un “sacrificio” comune a tanti tifosi del Napoli sparsi in tutta Italia e che in occasioni come queste del ritiro, hanno la possibilità di stare al fianco della propria squadra del cuore.

Ricordo ancora i “viaggi” che facevo da Marianella per andare al Centro Paradiso. Una gioia unica vedere i giocatori e respirare il clima calcistico con loro. Oggi è tutto diverso, i calciatori sono blindati, sarà che il calcio è cambiato“. Vincenzo ha raccontato a VocediNapoli.it la sua storia da tifoso D.O.C., un’avventura sempre al seguito del Napoli, “Ricordo ancora il periodo trascorso in curva A, ai tempi di Maradona le squadre uscivano in campo da li sotto. È indelebile il ricordo di quando Diego uscì per la prima volta è “pestò” il prato del San Paolo…ho ancora i brividi“.

Ma il tifo di oggi è diverso ha affermato Vincenzo, “Dopo un breve periodo nei distinti, ho iniziato a frequentare la curva B. Settore dove si sta e sto benissimo. L’unica cosa che mi dispiace è che vedo meno famiglie al San Paolo“. Lo incalzo, e gli chiedo se magari una delle cause potrebbe essere lo stato di degrado delle nostre strutture sportive: “Quando ho saputo le condizioni del centro Paradiso mi ha fatto male al cuore. Ma anche il San Paolo è fatiscente e in questo società e comune hanno grandi responsabilità. Per quanto mi riguarda lo stadio andrebbe fatto lontano da Fuorigrotta“.

Insomma Vincenzo, come tanti altri super tifosi, fa ogni anno un vero e proprio investimento, fisico, mentale ed economico, “A me il Napoli ‘costa’ 2 – 3mila euro all’anno. Lo faccio con piacere e amore, però mettici i viaggi, i chilometri, il fatto che ho moglie, figli e un lavoro. Insomma non è facile. Per fortuna per le partite in casa può ospitarmi mia madre. Invece le trasferte le faccio con meno entusiasmo, troppa confusione e alle volte anche qualche rischio“.

Le sue parole sono chiare, limpide. Lentamente ci ha raccontato il rapporto che ha con il Napoli. Già dalla voce è lampante l’orgoglio che Vincenzo prova ogni anno, da 30 anni, nel seguire gli azzurri. Il suo sorriso si apre quando ricorda il passato, i suoi occhi sgranati si chiudono leggermente solo perché infastiditi dal fumo della sigaretta che ha acceso prima di chiacchierare. A Dimaro sono arrivati in 5mila infrangendo ogni record possibile. Al San Paolo saranno molti di più, a prescindere da De LaurentiisSarri e i giocatori. L’azzurro è l’azzurro e il Napoli è il Napoli. Ma sembra che non tutti lo capiscano.

redazione

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