Il boss della mafia Toto' Riina subito dopo la sua cattura, in una foto del 15 gennaio 1993. ANSA
Totò Riina in un video registrato dove sosteneva un colloquio con la moglie ha dichiarato apertamente “Io non mi pento… a me non mi piegheranno. Io non voglio chiedere niente a nessuno, mi possono fare anche 3000 anni no 30 anni” risalente allo scorso febbraio. I giudici hanno ritenuto significative le sue affermazioni.
Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha definitivamente rigettato la richiesta del differimento della pena o di detenzione domiciliare presentata dai legali di Riina. I due procedimenti a suo carico sono riuniti in un unico maxi processo, l’uomo resta al 41bis nel reparto però riservato ai malati.
I giudici hanno così concluso sulla loro decisione: “Non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in altro reparto ospedaliero ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare”. L’ordinanza inoltre sottolinea la sua lucidità e capacità di intervenire ancora nelle logiche di Cosa Nostra nonostante l’età e la malattia e quindi l’attuale ancora accertata pericolosità sociale.
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