Elezioni a Melito, D’Angelo sostenuto dal “nemico” Taglialatela

Era il 2005 quando Pietro D’Angelo ha presieduto il Consiglio del comune di Melito, sciolto poi per camorra. A quell’epoca la giunta era sostenuta da una maggioranza di centro – sinistra. All’opposizione un “feroce” Marcello Taglialatela che all’epoca, da deputato di Alleanza Nazionale, ha presentato due interrogazioni parlamentari chiedendo al
Ministro degli Interni lo scioglimento per camorra del Comune. L’ex finiano, oggi con Fratelli D’Italia, ha apostrofato in questo modo l’amministrazione gestita dai suoi avversari politici, denunciando il “pesante ed ingombrante condizionamento della criminalità organizzata nella campagna elettorale del 2003 che aveva portato Di Gennaro a divenire primo cittadino del Comune a nord di Napoli così come da me più volte denunciato. La presenza massiccia della camorra, che ha esercitato un ruolo attivo sia nella campagna elettorale delle comunali che nell’attività amministrativa del Comune di Melito, è stata segnalata già nel luglio del 2003 al ministero dell’Interno con due interrogazioni parlamentari. La vicenda di Melito è la conferma che i partiti del centrosinistra, ed in particolare La Margherita, risultano sempre più collusi con le attività della malavita organizzata“.

A sinistra Marcello Taglialatela, a destra Piero D’Angelo

Dopo 12 anni sembrerebbe che tutto sia magicamente cambiato. Infatti Pietro D’Angelo è attualmente candidato alle prossime elezioni comunali come sindaco della cittadina dell’area Nord di Napoli. Ad appoggiarlo 6 liste, molto eterogenee tra loro: c’è Democratici Progressisti che sarebbe espressione degli scissionisti del Pd Articolo 1, c’è Ce simme sfasteriati che farebbe capo a Dema e udite udite, c’è anche Terra Nostra – Insieme per Melito, sostenuta da Marcello Taglialatela.

Michela Rostan (Articolo Uno), Nino Simeone (Consigliere comunale a Napoli per Dema) e Marcello Taglialatela (Fratelli d’Italia), un trio delle meraviglie per Pietro D’Angelo che ha a sua disposizione un’alleanza più che trasversale. Ma più di tutti fa scalpore l’accordo con l’ex parlamentare di Alleanza Nazionale che pur di partecipare alla campagna elettorale del vecchio “nemico”, la cui fazione politica è stata da lui accusata di essere collusa con la camorra, si è scontrato con i vertici romani di Fratelli d’Italia partito con il quale è tutt’ora deputato.

 

redazione

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