Tradizioni

San Paolo chiuso e polemiche inutili: il protagonismo degli ex capi ultrà

Polemiche inutili, cambi di programmi e assoluto protagonismo di chi oggi ha poca voce in capitolo. Può sintetizzarsi così il Memorial Scudetto andato in scena il 10 maggio a trent’anni di distanza dal primo tricolore conquistato dal Napoli di Diego Armando Maradona.

L’argentino, come era facile prevedere, non era presente in città per l’anniversario. Lo sarà invece il prossimo luglio quando la società di Aurelio De Laurentiis, impegnata in queste ultime tre giornate di campionato, organizzerà una partita che vedrà protagonisti gli eroi di quello storico scudetto con Insigne e compagni. Ieri tuttavia si è scritta una brutta pagina della storia del Napoli.

Più della partita disputata allo stadio San Mauro di Casoria (dove per altro si è registrata una grande affluenza di pubblico), hanno fatto discutere le immagini di Bruscolotti, bandiera azzurra degli anni ’70 e ’80, e di altri suoi compagni di squadra del primo scudetto, rimasti all’esterno dello stadio San Paolo. C’è chi ha urlato allo scandalo. Chi si è profondamente indignato per l’affronto agli storici campioni che hanno regalato ai napoletani il primo tricolore. Chi ha attaccato a prescindere il Napoli e il sindaco Luigi de Magistris. Insomma, una vera e propria pagliacciata senza conoscere realmente le cose come sono andate.

Chi ha organizzato la manifestazione, ex gruppi ultrà della curva B poco graditi al tifo organizzato degli ultimi decenni, pretendeva di entrare nell’impianto di Fuorigrotta senza alcuna autorizzazione, ignorando l’esistenza di una convenzione,  o di una proroga della stessa, tra il comune e il Napoli. Convenzione che vedeva in passato la società azzurra gestire il campo da gioco e la pista di atletica e l’amministrazione cittadina tutto il resto. Era davvero impensabile dunque entrare al San Paolo per un evento organizzato in ritardo e senza il placet del Napoli?

Che i rapporti tra la società di De Laurentiis e chi ha organizzato questa manifestazione non fossero buoni lo si sapeva da tempo. Tuttavia pensare di ottenere il lasciapassare solo grazie alla presenza di Bruscolotti, Giordano e qualche altro ex campione di quella squadra scudettata è stata una dimostrazione di grande superficialità ed egoismo. Napoli merita ben altro. Così come meritava ben altro dopo la pietosa festa in occasione dei 90 anni della società.

Ciro Cuozzo

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