Emanuele Caldarera, il direttore generale della gestione e manutenzione del Tribunale di Napoli è indagato per corruzione in concorso con Alfredo Romeo, l’imprenditore in carcere per la vicenda Consip, è stato sospeso in misura cautelare. L’accusa dei pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano è quella di aver sbloccato il pagamento di alcune fatture, che erano indirizzate a una delle aziende dell’imprenditore, la Romeo Gestioni.
Per questo motivo il 15 marzo è stata disposta la perquisizione del suo ufficio presso il Tribunale di Napoli. Secondo i pm, Caldarera per sbloccare il pagamento a favore di una delle aziende facenti capo ad Alfredo Romeo, avrebbe chiesto e ottenuto l’assunzione della figlia presso una delle società dell’imprenditore. Il funzionario prima di lui aveva congelato il pagamento, che invece il direttore ha disposto in cambio di un “favore”. I fatti risalirebbero all’autunno scorso.
Sulla questione è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che aveva chiesto un documento informativo sulla vicenda riguardante Caldarera. Ora si è proceduto alla sospensione del dirigente con la conseguente riduzione del 50% del suo stipendio. Intanto Alfredo Romeo che è attualmente in carcere al Regina Coeli di Roma, afferma di essere: “Vittima di una strumentalizzazione che mi sembra solo la conseguenza di un’aspra contesa di natura politica“.
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