Caccia all’uomo tra Lazio e Campania dopo l’evasione dal carcere di un noto criminale avvenuta all’alba di questa mattina.
Si tratta di Alessandro Menditti, 44 anni, esponente di spicco dell’omonimo clan originario di Recale (Caserta) e alleato del potente clan Belforte di Marcianise. Arrestato nel 2012 dalla Squadra Mobile di Caserta per reati associativi, Menditti, che finirà di scontare la sua pena nel 2026, si è reso protagonista dell’incredibile evasione insieme a un altro detenuto albanese.
LA FUGA E IL FERIMENTO – Secondo quanto riferisce Fns Cisl Lazio, sindacato di polizia penitenziaria, i due sarebbero evasi dal vecchio reparto dopo aver fatto un buco in cella. Sono poi passati nel passaggio dietro la televisione, salendo sopra l’istituto e calandosi con l’ausilio di alcune lenzuola. Lo straniero dopo essersi calato con le lenzuola dalla finestra da cui hanno tagliato le grate, sarebbe caduto tentando di scavalcare la recinzione di circa 10 metri e riportando danni alla colonna vertebrale. L’uomo è stato necessario trasferirlo all’Umberto I di Roma.
I COMPLICI – Nell’ambulanza gli sono stati trovati due telefoni cellulari. E’ proprio da lì che sono partite le indagini delle forze dell’ordine per rintracciare Menditti, riuscito a scappare probabilmente grazie al supporto di qualcuno che lo aspettava all’esterno del carcere. In queste ore è in corso una vera e propria caccia all’uomo nella zona compresa tra il Basso Lazio e la Campania.
“SENTINELLE ASSENTI” – Stando sempre a quanto riferisce Massimo Costantino, della Fns-Cisl, Menditti e un altro detenuto albanese avrebbero fatto un buco nella parete della cella. “È da tempo – denuncia il sindacalista – che denunciamo proprio nel carcere di Frosinone la grave carenza di personale e il sovraffollamento di detenuti”.
Un sovraffollamento, tuttavia, di poche decine di unità: “la capienza è di 506 e invece sono presenti 570 detenuti”. Più grave invece la seconda denuncia del sindacato di polizia penitenziaria, secondo il quale al momento della doppia evasione “non vi erano sentinelle in servizio”.
IL PRECEDENTE – L’ultimo a fuggire dal penitenziario ciociaro fu Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) condannato all’ergastolo in via definita in Italia per quattro omicidi, compiuti tra il 1978 e il 1979. Battisti riuscì a violare il carcere di Frosinone negli anni ’80 per poi fuggire in Francia e successivamente in Messico.
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