Un primario dell’Istituto Tumori di Napoli, direttore della struttura di oncologia chirurgica addominale, e sua moglie sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa dei reati di corruzione e turbata libertà degli incanti commessi, insieme ad altre quattro persone, tra il 2012 e il 2015.
Il Gip di Napoli ha emesso sei misure cautelari messe in atto in queste prime ore del mattino dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli guidata dal colonnello Giovanni Salerno e dal Nucleo Speciale di polizia valutaria. L’inchiesta realizzata dai pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Il primario, Francesco Izzo, utilizzava una ditta privata per la fornitura di materiale oncologico, questo in realtà veniva prodotto da terzi ma distribuito dalla società che faceva capo a sua moglie, Giulia Di Capua. Il ricavo in termini percentuali è stato particolarmente notevole anche se “non ci sono state ripercussioni sulla qualità dei farmaci“, precisa il procuratore Nunzio Fragliasso (attuale reggente della procura napoletana dopo il pensionamento del magistrato Giovanni Colangelo).
NEI GUAI DIRIGENTE ASL – Nessuno aveva notato e controllato questo intreccio che gravava in modo indiretto su una fascia di persone affette da gravi malattie. Sono stati arrestati anche altri soggetti dell’azienda che forniva i prodotti per il trattamento del tumore al fegato. Ai domiciliari anche Elia Abbondante, direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, che avrebbe dovuto controllare le procedure di acquisto e i bandi di gara, nella veste del direttore amministrativo del Pascale all’epoca dei fatti.
LE PAROLE DEL PROCURATORE – “Amarezza per la qualità soggettiva delle persone coinvolte. Amarezza per il settore in cui tali attività sono state poste in essere (settore oncologico). Amarezza perché a distanza di 20 anni si continua a parlare di tangenti sui farmaci“. Questo il commento nel corso della conferenza stampa del procuratore aggiunto D’Avino.
NIPOTE DELL’EX MINISTRO COINVOLTO IN TANGENTOPOLI – Il primario Francesco Izzo è il nipote del liberale Francesco De Lorenzo, 79 anni, ex ministro della Sanità dal 1989 al 1993, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli e condannato in via definitiva a 5 anni per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire, solo in parte ottenute da industriali farmaceutici dal 1989 al 1992, durante il suo ministero.
I nomi delle persone finite ai domiciliari:
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