Aveva già premeditato tutto il commerciante di 54 anni che lunedì sera si è tolto la vita a Pianura, quartiere nella zona occidentale di Napoli.
“E’ vero la vita è una e va vissuta… ma io già l’ho fatto”. Questo il messaggio pubblicato su Facebook domenica mattina, il giorno prima del suicidio nel garage-deposito della sua abitazione in via Parroco Russolillo.
E’ un quartiere sotto choc per la morte di Espedito Ferrara, il commerciante di articoli sportivi che lascia la moglie e due figli. Da tempo gli affari non andavano per il verso giusto, tanto da costringerlo a chiudere il negozio dedicato al Calcio Napoli che aveva a pochi passi dallo stadio San Paolo di Fuorigrotta, in piazzale D’Annunzio. L’arrivo nei giorni scorsi di un decreto ingiuntivo da parte di uno dei suoi fornitori ha complicato tutto, mandando nello sconforto il 54enne.
“Questa non è più vita. Troppe umiliazioni non ce la faccio più perdonatemi. Amo la vita ma questa non è più vita, ho sempre aiutato gli altri e non meritavo tutto questo. Non sono un vigliacco. Non sono un vigliacco”. Queste le sue ultime parole rivolte ai propri cari e scritte in una lettera trovata vicino al suo corpo senza vita. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118: Espedito era già morto.
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