Stella San Carlo all'Arena

La leggenda delle scarpe consumate della Madonna Annunziata

Uno dei tratti più teneri della Madonna è il suo ruolo di madre. Un ruolo che la avvicina a tante madri che hanno fatto esperienza dell’amore per i propri figli. Questa condivisione dello stesso sentire fa si che il momento dell’Annuncio, nel quale l’Arcangelo Gabriele rivela a Maria che sarà madre del Figlio di Dio, venga vissuto in maniera particolarmente emozionante da tante madri o aspiranti tali.

E non solo dalle madri. Tutti noi ci siamo ritrovati nell’infanzia ad immaginare quel momento: lo splendido angelo che scende lentamente dal cielo, la Madonna che lo accoglie con calma ed umiltà, come se di fronte a lei non vi fosse un prodigio più unico che raro, la voce dell’Arcangelo, la risposta di Maria. A Napoli la devozione per la Santissima Annunziata ha delle ragioni che vanno oltre questo semplice immaginario.

LA REAL CASA DELL’ANNUNZIATA

Ragioni molto concrete, riassunte in una frase ed in secoli di storia: “A Santa Annunziata, tutto ‘o popolo è saziàt”. Il detto popolare si riferisce all’iniziativa oggi commemorata ogni 25 di marzo, ma intrapresa nel 1304 da due giovani fratelli napoletani, Nicolò e Jacopo Scondito, quando i due provarono ad arginare il dilagante fenomeno dell’abbandono di minori.

Successivamente si occupò dell’iniziativa la Congregazione della Santissima Annunziata, finché Roberto d’Angiò, sollecitato da sua moglie la regina Sancia di Majorca, non le riconobbe un valore giuridico preciso, rinominandola Real Casa dell’Annunziata di Napoli. Soprattutto in seguito al riconoscimento statale ufficiale, la Congrega necessitava di sedi ufficiali.

LA BASILICA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA MAGGIORE

Gli Angioini non perdettero tempo, e la sede più importante fu costruita a Napoli: si trattava della chiesa di Sant’Annunziata, in Via dell’Annunziata 34. Passata attraverso incendi e bombardamenti, giunge ai giorni nostri in perfette condizioni grazie ai numerosi restauri, e regala gioie per gli occhi quali Cappella del Tesoro e Cappella Carafa, una scultura in legno del 1300 (la Madonna dei Repentiti, altrimenti detta “Mamma Chiatta”.)

Più che le meraviglie artistiche, però, ha contribuito alla notorietà della chiesa la cosiddetta “Ruota degli Esposti”. In questa specie di ruota di legno orizzontale venivano adagiati i neonati da parte di chi non aveva intenzione o possibilità di tenerli. I registri del convento non segnano nomi (per forza di cose, sconosciuti), ma caratteristiche: morfologia, peculiarità fisiche, eventuali oggetti, tutto quanto potesse essere utile ad un futuro riconoscimento del neonato da parte della famiglia.

I neonati affidati alle cure delle suore dell’Annunziata venivano chiamati Figli della Madonna, Figli d’a Nunziata, o semplicemente “Esposti”, da cui “Esposito”, che nel tempo è diventato uno dei cognomi più diffusi a Napoli (e questo la dice lunga sulla portata del fenomeno legato all’abbandono di minori, protrattosi per secoli).

Se i fratelli Scondito provarono a far qualcosa di caritatevole per aiutare i bambini abbandonati, chi usò tutt’altre maniere fu Gioacchino Murat, avviando quel processo che portò alla chiusura della Ruota degli Esposti nel 1875. Le madri napoletane intenzionate a non allevare i propri figli, spesso per indigenza estrema, non cambiarono però le proprie abitudini: cominciarono a lasciare neonati sulle scale della Chiesa, anziché nella ruota.

LE SCARPE CONSUMATE DELL’ANNUNZIATA

La fiducia nelle suore che operavano all’interno della Basilica dell’Annunziata, ereditata dalla fiducia nell’aiuto della Madonna, è testimoniata dal calore con cui viene percepita la festa dell’Annunciazione a Napoli, il 25 Marzo, e da una credenza molto particolare. Si dice che di notte la statua della Madonna presente nella Basilica dell’Annunziata si aggiri tra le vie della città per portare sostegno e conforto ai meno fortunati, soprattutto bambini.

L’instancabile opera di bene le procura però un problema: le suole delle sue scarpe si consumano. Si può e si deve credere questa sia solo una leggenda. Ma le suole delle scarpe risultano effettivamente consumate, man mano che trascorrono i mesi. Una volta all’anno, quindi, le scarpe della Madonna vengono sostituite con scarpe nuove.

E le vecchie? Vengono donate a genitori che hanno figli malati gravemente, per fornire un aiuto ed una speranza in più. Le scarpe dell’Annunziata, per quanto logore, continuano incessantemente il loro cammino, anche se ufficialmente dismesse. Come continua incessante la devozione di chi crede profondamente nella Madonna dell’Annunziata a Napoli, affidandole i propri figli.

redazione

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