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Napoli, avvocati in rivolta: s’infiamma la protesta nei confronti dell’ordine

Nuova Avvocatura Democratica ha intrapreso uno sciopero della fame per dare maggiore forza alla sua protesta nei confronti del Consiglio dell’Ordine degli AvvocatiCassa forense troppo cara: sciopero della fame degli avvocati
Gli eccessivi costi della cassa forense mettono a rischio povertà molti avvocati, specie i più giovani- dichiarano i rappresentanti della mobilitazione che aggiungono – anche gli stipendi giudicati “sproporzionati” di vertici e consiglieri dello stesso organismo dell’avvocatura“, queste le motivazione che hanno spinto le toghe ad arrivare al quinto giorno di sciopero della fame.

La protesta procede ad oltranza, con gli avvocati che sostano giorno e notte davanti il palazzo di giustizia di Napoli, per informare colleghi e addetti ai lavori dell’iniziativa. Addirittura molti di loro si sono accampati fuori il tribunale e sono dovuti ricorrere a cure mediche per affrontare le rigide temperature invernali.

Secondo quanto appreso da Voce di Napoli, un altro gruppo di avvocati in protesta ma in maniera del tutto indipendente e autonoma rispetto alla Nuova Avvocatura Democratica, hanno inviato al  Consiglio dell’Ordine una petizione che conta, sino ad oggi, 43 firmatari nella quale è chiesta l’abolizione di 4 norme. L’iniziativa è portata avanti dall’avvocato Gaetana Blaquier che però non esclude in futuro “L’unione tra la nostra istanza e quella di Avvocatura Democratica, in fondo se si è insieme e coesi si è anche più forti“:

  1. Obbligatorietà dell’iscrizione alla cassa forense;
  2. Obbligatorietà dei requisiti della continuità professionale;
  3. Obbligatorietà della stipula del contratto di assicurazione per la r.c. professionale;
  4. Obbligatorietà della formazione continua.

La petizione degli avvocati con le motivazioni della modifica

Non si è fatta attendere la risposta del consiglio dell’ordine:

IL COMUNICATO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI NAPOLI 

Sulle problematiche che affliggono l’Avvocatura napoletana e in merito alle clamorose proteste inscenate all’esterno del palazzo di Giustizia, ferma e decisa presa di posizione del Consiglio dell’Ordine di Napoli che ha nuovamente dibattuto temi evidenti e pressanti quali i costi per l’accesso al servizio Giustizia, i compensi dei professionisti inversamente proporzionali ai costi, l’incidenza di certa magistratura che delibera liquidazioni e competenze professionali irrisorie.

Il Consiglio, nel precisare che svolge la propria funzione a titolo onorifico e gratuito e consapevole della necessità di ridurre i costi degli organi di rappresentanza forense come già attuata un anno fa e che sarà confermata in misura maggiore con il bilancio preventivo 2017, ha deliberato di chiedere al Consiglio Nazionale Forense e alla Cassa Forense una riduzione delle spese di gestione e inoltre di sollecitare la Cassa a prevedere una minore contribuzione per gli avvocati con reddito più basso.

Il Consiglio ha fatto infine presente che determinate forme di protesta hanno come oggetto le stesse battaglie intraprese dall’Ordine di Napoli e che sono state portate a conoscenza più volte a livello nazionale presso le Istituzioni di riferimento.

redazione

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