Un nuovo colpo di scena c’è stato nel processo per l’omicidio di Fortuna Loffredo. La posizione del super testimone, Massimo Bervicato, la persona che aveva detto di aver visto Raimondo Caputo, principale indiziato per la morte di Chicca, in un cortile lontano dal luogo dove è precipitata la bambina, è cambiata nettamente.
L’uomo è accusato di falsa testimonianza, le sue dichiarazioni, infatti, potevano essere una prova a favore di Titò. Per provare quanto detto, Bervicato aveva interpellato una seconda persona, Michele Fusco, che però interrogato giorni fa dai carabinieri, ha negato di aver visto Caputo, il giorno della morte di Fortuna, nel cortile dell’isolato 3. Cosa che, invece, aveva dichiarato il super testimone.
L’accusa ha così deciso di inviare il fascicolo in Procura, per denunciare Massimo Bervicato, noto come “chiappiariello”, per falsa testimonianza. La sua dichiarazione era spuntata lo scorso 19 gennaio e a distanza di pochi giorni, è cambiato nuovamente tutto. Raimondo Caputo, dunque, continua ad essere il principale indiziato per la morte della piccola Chicca.
Intanto gli avvocati Angelo e Sergio Pisani hanno lasciato la difesa dei nonni di Fortuna Loffredo e assisteranno solo il padre, Pietro, in una nota hanno comunicato le loro ragioni:
“Per i bambini verità a 360 gradi. Continueremo a cercare la verità sui mostri di Caivano che hanno violentato e ucciso due piccoli innocenti, lo faremo in difesa dell’associazione Caramella Buona e come dal primo momento dello sfortunato padre di Chicca, la cui morte e’ ancora avvolta da pesanti interrogativi, e oggi soprattutto per salvare altri bambini dallo stesso, atroce ed orribile destino effetto del degrado umano e cocktail di ignoranza e criminalità. Non siamo ostaggio dei clienti e di nessun altro e non lo saremo mai perché il nostro compito e quello di contribuire all’accertamento della verità, per dura che possa essere riservandoci alla fine ogni richiesta e azione. E se le nostre domande possono aver dato fastidio a qualcuno noi continueremo a farle come previsto dal codice di rito, e profonderemo tutta la nostra professionalità per dare giustizia a Pietro Loffredo, un papà che attende di sapere chi ha commesso orrendi crimini sulla sua bambina prima di trovarla moribonda al suolo“.
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