Girava con un curriculum vitae sotto la sella dello scooter, nella speranza di trovare lavoro, anche se un “lavoro” l’aveva già trovato, ossia quello di rapinatore.
All’alba di questa mattina un pregiudicato 31enne della zona del “Cavone”, in sella ad uno scooter mentre percorreva via Salvator Rosa ha preso di mira una persona in strada, intenta a salire a bordo della sua auto per recarsi a lavoro. L’uomo, avvicinatosi alle spalle della potenziale vittima, ha minacciato di sparargli se non gli avesse consegnato il portafoglio e gli effetti personali.
VITTIMA SBAGLIATA
La vittima, però (un sovrintendente capo della polizia in servizio al Compartimento della Polizia Postale), fingendo di accettare la sua richiesta, in maniera fulminea ha estratto l’arma di ordinanza. Ne è nata una colluttazione tra i due, nel corso della quale abilmente il poliziotto ha sfilato le chiavi dal contatto dello scooter per impedirgli la fuga. Il rapinatore, non pago, ed approfittando della strada in discesa, che gli consentiva di acquistare velocità, è comunque riuscito a salire in sella allo scooter e scappare.
LA SCOPERTA
Il poliziotto ha subito allertato la sala operativa della Questura, fornendo una esatta descrizione sia dell’abbigliamento indossato dal rapinatore, che delle caratteristiche dello scooter.
Poco dopo gli agenti della sezione “Volante” dell’Upg, diretti dal vicequestore Michele Spina, hanno intercettato lo scooter parcheggiato. Sotto la sella del motociclo, gli agenti hanno trovato un curriculum vitae, completo di tutti i dati del rapinatore, oltre ad una bolletta telefonica.
Un ritrovamento che ha agevolato il lavoro dei poliziotti che hanno raggiunto l’abitazione del 31enne, senza riuscire a trovarlo e, dopo un servizio di appostamento, hanno atteso il suo ritorno. Poco più tardi, il 31enne è rincasato ed ha trovato ad attenderlo gli agenti che lo hanno arrestato perché responsabile del reato di tentata rapina e lesioni.
L’agente vittima del tentativo di rapina, infatti, durante la colluttazione ha riportato contusioni guaribili in pochi giorni. Al fine di creargli un alibi, il suocero di Donnarumma, nel frattempo, si è recato al Commissariato di Polizia Dante per denunciare il furto dello scooter ed i poliziotti lo hanno denunciato, in stato di libertà, per falso e favoreggiamento.
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