Vomero

L’origine dell’imprecazione napoletana “Mannaggia ô Pataturco”

Capitano, di tanto in tanto, nella vita di ciascuno di noi quelle giornate che iniziano proprio male: il primo caffè della mattina ti va di traverso; mentre ti stai recando in bagno per andare al lavoro, urti col mignolo l’angolo della porta; metti in moto la macchina e, dopo qualche chilometro, ti accorgi di aver forato. E’ proprio in questi momenti che il napoletano doc da il meglio di sé esclamando a gran voce “Mannaggia ô pataturco“. L’espressione dialettale, contrariamente a quello che in molti immaginano, non rientrerebbe affatto nelle categorie delle bestemmie, tutt’altro.

Nessuna divinità viene, insomma, chiamata in causa. A testimonianza di quanto appena dichiarato vi sarebbe l’origine etimologica termine. Si tratta, infatti, di una deformazione della frase: male ne abbia (ma(le) n(e) aggia→ mannaggia=). Fin qui niente di strano, ma la precisazione era d’obbligo, soprattutto se si correva il rischio di offendere la sensibilità o il credo di qualcuno. Il napoletano esprime così quel momento di rabbia e frustrazione che, altrimenti, non avrebbe avuto altro canale di sfogo.

Chi è il “pate de’ turche” (padre dei turchi) a cui si fa riferimento nell’espressione dialettale partenopea? Molti pensano si tratti di Mustafa Kemal, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca. Niente di più lontano dalla realtà! Certo perchè l’origine di tale modo di dire sarebbe da far risalire, invece, alla fusione di due parole ossia “patata” e “crucco”. Un modo irriverente portato nel capoluogo campano dai reduci di guerra che avevano combattuto al fronte per prendere in giro i nemici austro – tedeschi, considerati dei sempliciotti, dei mangiatori di patate.

Il termine di origine croata ‘crucco’, infatti, deriverebbe da ‘kruh’ che tradotto letteralmente significa ‘pane’. I soldati italiani lo adattarono in crucco e lo usarono per apostrofare i prigionieri austriaci di nazionalità croata i quali non facevano altro che chiedere questo alimento ai loro carcerieri. Col tempo il termine assunse un significato più generico e con esso ci si poteva riferire anche ai tedeschi.

redazione

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