Saber Hmidi tunisino di 34 anni, arrestato in un’indagine antiterrorismo condotta dalla Digos di Roma, ha portato a galla preoccupanti movimenti riconducibili all’organizzazione terroristica Ansar Al-Sharia.

Terrorismo

Le immagini hanno rivelato la volontà dell’uomo di indottrinare i suoi compagni nel carcere di Rebibbia e in precedenza a Secondigliano. A quanto pare avrebbe spesso detto ad un compagno di cella: “Una volta libero andrò in Siria a combattere con i fratelli musulmani”. Le indagini condotte dal NIC insieme alla Digos riportano: “Hmidi Saber ha manifestato atteggiamenti coerenti con l’ideologismo dell’Isis mediante aggressioni intramurarie nonché con il proposito di essere pronto a recarsi in zona di combattimento per assolvere il Jihad”.

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La sua detenzione era iniziata nel 2014 prima a Civitavecchia, poi a Frosinone e poi a Napoli prima di arrivare a Salerno, Viterbo e infine a Rebibbia. Dal carcere partenopeo era stato allontanato dopo aver aggredito un altro detenuto di fede cristiana. In ogni unità aveva dato sfogo alla sua rabbia con episodi violenti e tentativi di coinvolgere gli altri detenuti. “Ha manifestato, talvolta in maniera evidente, talaltra in maniera criptica, profondi sentimenti anti occidentali. L’attività investigativa del Nic è riuscita a dimostrare l’inserimento di Hmidi Saber nell’organizzazione terroristica Ansar Al Shari’a e, sempre secondo i primi dettagli, le lunghe e complesse attività di indagini del Nic, prima in Italia e poi in Europa, hanno consentito, con l’odierna operazione, di sventare l’opera di proselitismo e il reclutamento in carcere di adepti che, una volta in libertà, si sarebbero potuti rendere protagonisti di atti terroristici”.

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Articolo di Valentina Giungati
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