Mattia Aversa ci ha lasciati ad 71 anni, ne avrebbe compiuti 72 il prossimo 19 dicembre. L’ex grande atleta non ha avuto modo di fare ancora un’ultima vasca e magari segnare un altro gol. Ma non ci sono rimpianti, nella sua brillante carriera Aversa ne ha segnati 150 solo con la calottina della nazionale. La sua celebre avventura sportiva è iniziata nel Posillipo.
Dopo i brillanti inizi nel club rosso verde, Aversa si è trasferito nel 1962 a Torino dove è stato protagonista assoluto della squadra della Fiat. Nel club piemontese l’atleta partenopeo ha avuto una brillante carriera fino a diventarne un punto di riferimento per tanti giovani sportivi. Alcuni di questi, anche napoletani, sono stati seguiti da Aversa anche alle olimpiadi di Pechino del 2008.
Negli anni ’80 Aversa ha fondato nel 1981 un suo club sempre a Torino. Nella sue nuova società la stella napoletana è stato dirigente fino a diventare vicepresidente della Federnuoto. Nella sua carriera da pallanuotista, dopo gli inizi rossoverdi e la Fiat, dal 1966 al 1973 ha indossato la calottina della Nazionale, con cui giocò circa 75 partite con 150 reti all’attivo, sotto la guida dei tecnici federali Mario Maioni e Gianni Lonzi, arrivando quarto con il Settebello ai mondiali di Belgrado 1973. Con il Centro Sportivo Fiat aveva più volte sfiorato lo scudetto, battuto due volte in finale, una volta dalla Pro Recco di Eraldo Pizzo e un’altra volta dalla Florentia di Gianni De Magistris.
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