Secondigliano

Tagli alla sanità: il poliambulatorio Elena D’Aosta verrà declassato e trasferito

La storia ha inizio nel 2010. L’Unità Operativa Complessa specializzata in medicina sportiva diretto all’epoca dal dottor Giuseppe Barbati, viene trasferito dal CTO al presidio ospedaliero Elena D’Aosta. Uno spostamento che oggi, nel 2016, si ripete. La stessa struttura, infatti, sarà trasferita all’ospedale San Gennaro. La direttiva viene dall’Asl e dalla Regione Campania.

Il poliambulatorio funzionale specializzato in medicina sportiva, nasce alla fine degli anni ’90. È una Unità Operativa Complessa che svolge le sue attività attraverso uno staff di tre medici di cui due medici dello sport che oltre alle visite medico sportive effettuano anche ecografie muscolo tendinee e visite psicosomatiche nello sport ed un medico cardiologo; vi è anche un ambulatorio di post urologia. I dottori impegnati sono costretti ad iniziare questa avventura con propri mezzi e risorse. Pian piano la struttura cresce e amplia i propri settori specialistici.

Nel 2002 – 2003 il polo diviene di eccellenza, con la funzione di Unità Operativa Complessa dello sport. La struttura diventa un punto di riferimento per tutto il territorio regionale e nazionale curando anche atleti di caratura internazionale e mondiale. Il passaggio dal CTO all’Elena D’Aosta, però, è un vero e proprio trauma, tuttavia lo staff che conta in totale 3 specialisti (2 medici sportivi ed un cardiologo), negli anni si adegua alla novità e permette il rilancio dell’Unità Operativa.

Il servizio di medicina dello sport conta circa 4.500 / 5mila interventi all’anno, con particolare attenzione alle necessità degli atleti disabili. Eppure dall’alto arriva la scure. La decisione con il nuovo atto aziendale è, non solo di tagliare l’ambulatorio e di eliminarne la caratteristica distintiva di “struttura complessa“, ma di non trasformarlo nemmeno in “struttura semplice“. Inoltre, come se non bastasse, arriva la spallata definitiva: un altro trasferimento, stavolta presso l’ospedale San Gennaro. L’Unità operativa compensa di medicina dello sport verrebbe trasformato in un ambulatorio polivalente; sarebbe più giusto renderla un’unità operativa semplice e non svilirla in un semplice ambulatorio.

A quanto appreso da Voce di Napoli le risorse tagliate a queste tipologie di poliambulatori, andrebbero a sostenere delle strutture semplici con mansioni prettamente amministrative e non cliniche. Insomma, oltre al danno la beffa.

Valentina Giungati

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