Processo alla città, viaggio nella Napoli di metà 900′

Capolavoro in assoluto, frutto della sceneggiatura di Francesco Rosi e Ettore Giannini. “Processo alla città” è una pellicola ispirata al primo procedimento giudiziario ai danni della camorra. Il regista, Luigi Zampa ha superato se stesso nella creazione di una pellicola significativa che ci riporta ai confini con la realtà. Un viaggio che riconduce alla cristallina visione del presente passando dall’omertà dei napoletani all’affermazione di ideali democratici e di libertà.

La storia, ambientata nel primo ‘900, tratta gli eventi successivi al ritrovamento del cadavere di Luigi Cuocolo sulle spiagge di Torre Annunziata e quello della moglie trovata morta nella propria abitazione. Protagonista è Antonio Spicacci interpretato da un maestoso Amedeo Nazzaro che ha rispecchiato in pieno la figura del coraggioso magistrato che durante la sua carriera si è opposto in ogni modo alla camorra e al silenzio dei napoletani sull’accaduto.

Il delitto Cuocolo contrappose Questura e Carabinieri scuotendo così la magistratura napoletana. La pellicola premiata con il Nastro d’argento e la Grolla d’oro e che ha anche partecipato ai prestigiosi festival di Berlino e Buenos Aires offre una visione non solo istruttoria-giudiziaria ma un vasto retroscena umano e sociale. L’intelligenza degli sceneggiatori e l’abilità del regista hanno portato il lungometraggio ad un indiscusso successo. Considerato come uno dei migliori lavori di Zampa, Processo alla città è un viaggio nella Napoli del primo ‘900. Un lavoro nobile e di denuncia.

Un ringraziamento speciale è stato conferito all’associazione “Astrea sentimenti di giustizia” presieduta da Vincenzo Piscitelli, un’aggregazione nata da un gruppo di amici legati da un particolare spirito d’animo sensibilizzato a favore di temi quali la giustizia, il senso civico e l’interdipendenza tra esseri umani. Grazie al loro contributo, a quello della casa di produzione cinematografica francese “Gaumont” e ad altri soggetti pubblici e privati è stata possibile l’opera di restauro e il recupero del film. La pellicola, un classico di assoluto rilievo per il cinema italiano girato nel 1952, è fonte non solo di un’opera che conduce ad una presa di coscienza ma una vera e propria esperienza didattica che nei valori di “Astrea” ci insegna a recuperare temi importanti al fine di colmare un evidente gap tra società e applicazione delle leggi. Profetico.

Maria Grazia Celardo

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