Nella giornata di ieri a Napoli si è spento uno dei boss più temuti. Stava uscendo dal Palazzo di Giustizia quando ha cominciato ad accusare sintomi che si sono poi manifestati in un infarto. La situazione è degenerata in poco tempo, come racconta l’avvocato Dario Vannetiello.
Il boss è Gennaro Pagnozzi, aveva 77 anni e lo scorso 5 agosto aveva ottenuto, dalla corte di Appello di Napoli, gli arresti domiciliari nella sua casa di San Martino Valle Caudina. Il capoclan già da tempo era malato: era stato operato per un’occlusione alla carotide, aveva una insufficienza polmonare ed anche problemi al cuore.
Il corpo senza vita dell’uomo è stato trasferito al Policlinico. La scorsa mattina il processo riguardava la condanna a 8 anni di carcere per ben 5 episodi di usura di cui Pagnozzi era ritenuto colpevole. Gennaro Pagnozzi era noto nell’ambiente camorristico sin dagli anni ’70. Le attività legate al suo clan riguardano per lo più estorsioni e usura, ma l’uomo era temuto a Napoli in provincia ed anche a Roma. L’uomo fu più volte processato e si diede diverse volte alla latitanza. Il suo nome è legato alle più imponenti cosche camorristiche come Cutolo, i Casamonica e i Casalesi.
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