Napoli, il paradosso dell’illegalità “legale” fuori lo stadio San Paolo

Arriviamo di fretta, circa un’ora prima dell’inizio della partita. Fuorigrotta è già in subbuglio. Il quartiere è in tilt, come ogni qual volta c’è un match del Napoli. L’attesa è di quelle per le gare importanti. Del resto si tratta di una partita di Champions League. Il turno è infrasettimanale, quindi non è possibile arrivare due o più ore prima del calcio di inizio. Troviamo a malapena un posto adiacente ad un marciapiede per parcheggiare il motorino.

Ci avviciniamo al varco di ingresso per la curva B. Una fila da panico, un sistema di sicurezza imponente: Polizia, Municipale, Carabinieri, Guardia Di Finanza, il solito elicottero che sorveglia tutto dall’alto e addirittura i cani anti droga. Mi giro dietro di me e resto affascinato e colpito dal paradosso che mi si presenta. Mi trovo esattamente in mezzo: da una parte uno spiegamento incredibile di forze dell’ordine, dall’altro il regno dell’illegalità e dell’anarchia. Non siamo in Medio Oriente, siamo a Napoli prima dell’inizio di un match di calcio.

L’ennesima contraddizione della città

Se all’interno del perimetro dello stadio San Paolo ci sono controlli serrati e rigidi (nonostante ci sia ancora chi riesca a introdurre di tutto all’interno della struttura, chi scavalca per accedere ad altri settori, chi entra senza il regolare biglietto), perché questo non avviene anche al suo esterno? Perché quando gioca il Napoli, Fuorigrotta diventa vittima dell’abusivismo e dell’illegalità autorizzata? Parcheggiatori abusivi, ambulanti, motorini con tre / quattro persone a bordo rigorosamente senza casco, auto che scorazzano al alta velocità contromano, fiumi di persone ingovernabili. Caos e anarchia che regnano sovrani.

È necessario che l’amministrazione comunale e la società rispondano a questo problema e trovino una soluzione. Non credo sia decente che a Napoli i tifosi debbano vivere una partita di calcio in uno stato di totale inciviltà e degrado. La soluzione è una soltanto: è necessario che si sblocchi la questione stadio. Che se ne costruisca uno nuovo o si metta a posto il fatiscente San Paolo, l’importante e che si dia dignità ad un rito che è sacro per i napoletani.

La “guerra” tra il Comune e la SSC Napoli per lo stadio San Paolo

Valentina Giungati

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