Dettagli particolari emergono sull’omicidio del boss Pierino Esposito che da sempre era in guerra contro i “Capitoni” di Miano. Come si legge dalle pagine de Il Mattino, fu Carlo Lo Russo (ex boss della cosca mianese e ora collaboratore di giustizia) a chiedere la testa del boss Esposito a Luigi Cutarelli, omaggiandolo per il crimine di una pistola calibro 45. Il motivo della vendetta fu, a quanto pare, per vendicare lo sfregio di Piero Esposito e Walter Lo Mallo che si erano recati proprio sotto la sua abitazione.
Lo Russo voleva vendicare quest’offesa: “Pietro Esposito e Walter Mallo vennero a sparare sotto casa mia. Lui e il suo gruppo fecero una stesa sotto casa, urlando che io ero un drogato e che non potevo avere alcuna ambizione sui traffici di droga alla Sanità”. I clan di Lo Russo e Mallo sono stati per molto tempo in conflitto per il controllo delle piazza di droga a Miano, in particolare Walter Mallo ha seminato il panico nelle strade per mesi con le sue stese, fino a quando, dopo essere sopravvissuto ad un agguato mortale, è stato arrestato.
Il giovanissimo Cutarelli ieri ha spedito una lettera in Tribunale, essendo in giudizio per l’omicidio di Pasquale Izzi, in cui chiedeva scusa ai parenti della vittima, ammettendo di essere un killer spietato e accusando però il boss Carlo Lo Russo ad oggi pentito. Ovviamente, la manovra studiata a tavolino del ventunenne, punta a una riduzione della pena ed è tipica dei detenuti implicati in questo genere di accuse.
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