Scampia

Movida violenta a Napoli: i residenti protestano

Dopo innumerevoli episodi di violenza nel quartiere Chiaia – tra i quali il più recente, quello del 21enne ferito da un colpo di pistola – i residenti hanno deciso di protestare e far sentire la propria voce affinché il week end non sia più sinonimo di pericolo, degrado e rumore fino alle prime luci dell’alba.

Spari, alcool e baby gang a Chiaia: parlano i residenti

La Repubblica ha intervistato alcuni degli abitanti del quartiere subito dopo aver appreso del colpo di arma da fuoco partito in Vico Belledonne, una notizia che non sembra averli poi tanto sorpreso: “Hanno sparato contro un ragazzo? Prima o poi doveva accadere“, ha dichiarato Federico, che dice di dormire con i tappi alle orecchie ormai da anni.

Potrebbe succedere ogni sera – ha aggiunto Giancarlo – qui tra spaccio di droga e somministrazione fino a notte di alcool non possiamo più resistereAttaccano con la musica in strada a tutto volume fin dalle 19,30 e tirano fino a tardi.” Molti, come lui, vedono nella concentrazione di locali e baretti la causa scatenante del caos notturno, ma anche nella difficoltà nel far intervenire concretamente le forze dell’ordine: “Ho chiamato i vigili, mi hanno detto che per poter intervenire devo andare a presentare una denuncia scritta “.

Il presidente del comitato dei residenti “Chiaia viva e vivibile” Caterina Rodinò spera in una soluzione condivisa con le istituzioni: “Il problema è che queste strade sono frequentate non solo da chi va a prendere un aperitivo, ma anche da baby gang e violenti, lo dimostrano gli episodi che si ripetono. I condomini si sono affidati a vigilanze private notturne per la paura.”

Filippo Boccoli, invece, presidente del “comitato baretti doc”, ha voluto dire la sua ed evitare che fossero i gestori dei locali a diventare i capri espriatori di questa allarmante situazione: “La verità è che a Napoli, come in altre metropoli del mondo, ci sono classi sociali che escono la sera per provocare e fare danni. A mio avviso il problema non si risolve chiudendo tutto, mettendo a rischio, tra l’altro, il posto di lavoro di 5mila persone“. Anche Boccoli è favorevole a soluzioni condivise con residenti e istituzioni: “Bisogna lavorare per combattere chi inquina il meccanismo. Noi abbiamo già proposto la chiusura dei locali alle 3 di notte e abbiamo fatto di tutto perché la zona fosse meglio presidiata. Se poi ci sono delinquenti o figli di delinquenti che la sera escono di casa per creare panico, che colpa ne possono avere i gestori di attività commerciali? E come si può pretendere che le forze dell’ordine riescano a prevenire questi comportamenti?“.

 

Januaria Piromallo

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