Da tre giorni si accampa in strada lontano da Battipaglia, dopo un mese e mezzo trascorso tra gli alberghi di Basilicata e Puglia per fuggire da una città che adesso gli fa troppa paura. Lontano dai familiari, lontano dalla sua terra. Tutto perché ha deciso di testimoniare contro la camorra e diventare un collaboratore di giustizia.
Come riportato da La Città di Salerno, si tratta è Sabato Citarelli, padre del collaboratore di giustizia Gianluca che insieme ad altri “pentiti” ha consentito di sgominare il clan Sant’Anna. L’organizzazione criminale è stata colpita lo scorso luglio da 78 sentenze di condanna. Il figlio è da sei anni sotto protezione, trasferito in una località sconosciuta anche al genitore e sorvegliato dal Nop (il nucleo protezione pentiti) per evitare ritorsioni. Il padre è invece rimasto a Battipaglia, ha affrontato senza arretrare le pressioni di chi in questi anni lo ha avvicinato perché convincesse il giovane a ritrattare e per nove mesi, nel 2013, è stato ospitato in una casa famiglia di Eboli. Da quando a luglio sono arrivate le condanne, qualcosa però è cambiato. Al punto da indurlo a lasciare la città visto che da mesi le richieste d’ingresso nel programma di protezione cadono nel vuoto. Citarelli si è esposto contro la camorra, adesso servirebbe la protezione dello stato.
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