Silvio Berlusconi rinuncia al legittimo impedimento legato alle sue condizioni di salute nel processo d’appello che lo vede imputato per la compravendita di senatori con lo scopo di far cadere il governo Prodi eletto nel 2006. Lo ha reso noto lo stesso Berlusconi in una lettera inviata direttamente ai giudici.
Il processo d’appello ha preso il via all’interno del tribunale di Napoli. Durante la sentenza di primo grado i giudici dichiararono l’ex cavaliere del lavoro, insieme a Walter Lavitola, colpevoli dei reati imputati e hanno condannato i due personaggi di spicco a tre anni di reclusione. Gli avvocati difensori del leader di Forza Italia saranno Niccolò Ghedini e Michele Cerabona. Per Lavitola invece Marianna Febbraio e Anna Savanelli.
Al centro della condanna l’ammissione del senatore De Gregorio che confessò di aver ricevuto denaro da Berlusconi per far cadere il governo Prodi, patteggiando una pena di 20 mesi. Il reato è già entrato in prescrizione, ma la legge impone ai giudici di emanare comunque una sentenza in caso di assoluzione per evidenza della prova dell’innocenza.
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