Paradosso a Nisida. Scatta il divieto di balneazione, ma avviene qualcosa di molto anomalo. Le acque della zona adiacente Coroglio sono state inquinate per molto tempo, ma i bagnanti non esitavano ad immergersi, mentre adesso i rilevamenti mostrano che ci sono dei cambiamenti.
I dati dell’Arpac (genzia Regionale Protezione Ambientale della Campania), rilevati al largo di Nisida, dimostrano che in realtà l’acqua è da classificare come eccellente, ma secondo il Corriere del mezzogiorno, è scattato un provvedimento di divieto di balneazione per un errore nella valutazione delle analisi. Uno dei primi campioni dell’Arpac, rilevava una concentrazione di enterococchi intestinali pari a 453 unità su 100 millilitri di acqua, più del doppio della soglia, ma l’Asl non ha confermato questi dati e lo ha comunicato al Comune di Napoli che però aveva già emesso il provvedimento.
La burocrazia ci ha messo del suo, ha rallentato le comunicazioni e la zona risulta ancora non balneabile. Il 28 giugno l’Arpac ha effettuato nuovi prelievi a Nisida e da essi risulta che enterococchi intestinali ed escherichia coli sono rientrati nella soglia, il mare dunque è pulito, ora spetta al Comune revocare il divieto di balneazione.
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