Una madre di Torre del Greco ed un trans legato alla camorra sono accusati per la vendita di un neonato a un imprenditore avvenuta due anni fa. L’uomo accusato ha patteggiato la pena.
Il Mattino riporta l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata. Il bambino nacque nel 2013 in un ospedale a Boscotrecase, la madre all’epoca dei fatti aveva 19 anni e con il compagno in carcere versava in situazioni di degrado e povertà tali da decidere di vendere il bambino. È un 56enne napoletano a farle la proposta.
Una coppia che vive a Milano, ma originaria della Campania, è pronta a pagare 9mila euro per quel bambino e così la donna decide di accettare l’offerta. La trattativa avviene nell’aprile del 2014, lo scambio alla Stazione Centrale di Napoli. Ciò che accade dopo però fa venire a galla tutto, la donna ha un ripensamento e decide di denunciare tutto dichiarando id essere stata raggirata.
Secondo le indagini e le intercettazioni però emerge la verità: la donna aveva attestato al Comune una falsa paternità per il bambino. Adesso la madre e il 56enne rischiano dai 5 ai 15 anni, mentre il bambino è stato sottratto alla famiglia “adottiva” dai Servizi Sociali ed è tuttora in attesa di adozione. Per la coppia di Milano i giudici hanno deciso la pena sospesa mentre alla ragazza madre, oggi 22enne è stata tolta la patri potestà.
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