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Omicidio di Gianluca Cimminiello: le parole della sorella dopo il processo

Il processo per l’omicidio di Gianluca Cimminiello si è svolto qualche giorno fa. Il ragazzo fu ammazzato con colpi di pistola il 2 febbraio 2010 a Casavatore per aver pubblicato una foto con Lavezzi nel suo studio di tatuaggi. I colpevoli sono stati trovati e condannati e in un certo senso giustizia è stata fatta.

La sorella di Gianluca, Susy Cimminiello, subito dopo il processo, ha inviato a Voce di Napoli una lettera in esclusiva. Abbiamo deciso di pubblicarla affinché le sue parole vengano lette da più persone: “Per me in quell’aula c’è stato un bel momento di partecipazione e di legalità. Sembrava la fine di un film, il lieto, anche se allo stesso tempo triste, finale. Tutte quelle richieste di costituzione di parte civile mi hanno emozionata. Uno ad uno gli avvocati che chiedevano di potersi costituire parte civile x un ragazzo, figlio di questa città, la cui mancanza è stata una grande perdita“.

Il discorso del PM mi ha commossa, quando con decisione ha espresso il suo pieno appoggio a questi gesti. Gianluca Cimminiello è una vittima innocente della camorra, una delle tante vittime innocenti ed io chiedo che queste costituzioni vengano accettate perché le associazioni fanno un grande lavoro. La morte di Gianluca è stata una perdita per la città. Grosso modo queste sono state le sue parole. Avrei voluto che in quell’aula ci fossero stati gli studenti, i giovani, così da poter guardare con i loro occhi la bellezza della giustizia, quella fatta di uomini e donne che con dedizione e onestà ogni giorno fanno la loro parte. E al di là della decisione del giudice so che sono stati piantati tanti piccoli semi che se alimentati da ciascuno non possono che germogliare“.

Una città intera, la parte sana, quella che si impegna concretamente era dalla parte di Gianluca e della giustizia, ci sono state contestazioni, ma ha vinto quella luce viva negli occhi di chi ci crede davvero nei valori della giustizia. Non è vero che le cose non cambiano, dobbiamo smettere di aspettare e di aspettarci dagli altri, fare la nostra parte e unire le nostre forze e pian piano le cose migliorano. A Gianluca voglio solo dire grazie, perché con il suo sacrificio inconsapevolmente ha suscitato l’indignazione in ciascuno di noi, e se questa indignazione si concretizza in impegno serio di ognuno la sua morte avrà avuto un senso. Insieme con amore e coerenza vinceremo questa sfida. Io ci credo. Grazie Gianluca e accetta queste scuse, fatte da tutti noi in questo modo, non ti ridaranno la vita, ma magari serviranno per salvarne altre“.

redazione

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