L’Osservatorio vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) è ancora al centro di numerose polemiche, di fatti, alcuni giorni fa, dopo che tutti i ricercatori avevano sottoscritto una lettera per richiedere un intervento che mettesse fine alle polemiche e rendesse il centro più efficiente, la sezione napoletana è stata commissariata. Il direttore, Giuseppe De Natale, è stato sostituito da Marcello Martini, ma ha deciso di appellarsi al Tribunale amministrativo (Tar) per riottenere il posto. Nel frattempo il Commissariamento spinge la polemica anche a Roma, dove risiede il presidente nazionale dell’Ingv, Stefano Gresta.
La vicenda. L’ Osservatorio vesuviano dovrebbe essere totalmente efficiente, considerando che quella intorno a Napoli è l’area a più alto rischio vulcanico del mondo, da tenere quindi sotto osservazione, e invece più che monitoraggi e valutazioni scientifiche approfondite, il centro produce polemiche, al punto che, uno dei ricercatori dell’Osservatorio, Giuseppe Mastrolorenzo, intervistato da Rai3 il 4 dicembre 2013, fece una serie di accuse pesantissime che ribadì anche in seguito ad una penalizzazione da parte dell’Ingv: “A fronte delle nostre ricerche che hanno dimostrato la pericolosità dell’area e delle numerose sollecitazioni che ho fatto anche personalmente alle autorità di Protezione civile, alle commissioni competenti, alla Commissione grandi rischi, non è ancora disponibile alcun piano di emergenza per i Campi Flegrei, mentre per il Vesuvio è disponibile un piano di emergenza che comunque abbiamo dimostrato che è assolutamente inefficace e può essere addirittura un’ulteriore causa di rischio. Nei Campi Flegrei se la crisi iniziasse in questo momento, e una crisi può iniziare in qualsiasi momento, non si è assolutamente pronti a un’azione che possa porre in salvo la popolazione”.
La reazione dell’Ingv. Il presidente dell’ Ingv rispose dichiarando la situazione di polemiche all’interno dell’Osservatorio “una vivace dialettica scientifica“, ma in realtà qualche mese dopo ha cambiato la sua versione confessando che i napoletani non possono stare tranquilli perché le aspre denunce del ricercatore Mastrolorenzo sono precise e fondate e che quindi nessuno dei piani che sono stati elaborati in questi tre anni risulterebbe davvero efficace .
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