Omicidio Amendola. Vincenzo Amendola, 18 anni, è stato ucciso il 4 febbraio scorso: la notizia, che più ha sconvolto l’opinione pubblica, è che il ragazzo sarebbe stato freddato con due colpi alla testa da un suo amico 23enne con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti. Dopo l’omicidio, Amendola è poi stato sepolto in un terreno agricolo in Viale 2 Giugno a San Giovanni a Teduccio, dove è stato ritrovato 15 giorni dopo che i genitori ne avevano denunciato la scomparsa.
Le motivazioni. Le indagini ancora in corso fanno emergere uno scenario inquietante: Amendola sarebbe stato ucciso perché intratteneva una relazione con la moglie di un boss di San Giovanni a Teduccio, recluso in carcere. Fatto che il clan non poteva tollerare e che ha portato alla “punizione” del giovane con metodo mafioso. L’amico di Vincenzo lo ha quindi attirato in una trappola, conducendolo sul luogo dove si è consumato il crimine. Erano in tutto tre, gli altri due complici sono ancora ricercati dalle forze dell’ordine.
Sconcertante è poi un fatto accaduto dopo il ritrovamento del cadavere: dei giovani si sono fatti un selfie sul luogo del delitto. Un fatto da non sottovalutare, come conferma la psicologa Antonella Bozzaotra. Contro il gesto si è schierato anche Don Luigi Merola, noto prete anticamorra operante in passato nella zona di Forcella in pieno centro a Napoli. Don Luigi invita i giovani a pregare per Vincenzo e a non commettere questi atti di indifferenza verso la morte. Il parroco ha poi dichiarato che è necessario fare rete ed ha invitato le istituzioni a valutare la possibilità di tenere le scuole aperte sempre, anche dopo gli orari di lezione. Solo cosi si possono salvare i bambini dalla camorra.
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